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Teatro Anfitrione. “Vieni avanti varietà bis”: da non perdere. Recensione

ROMA – Al Teatro Anfitrione ha debuttato con grande successo e sincero entusiasmo da parte del pubblico lo spettacolo “Vieni avanti varietà Bis”. Come dire, un viaggio indietro nel tempo, un’operazione di ricerca e di rivisitazione tra i lustrini e paillettes della “rivista” e il più povero “avanspettacolo”, ma altrettanto ricco di arte e di creatività.

Seguendo questo filone, il regista Massimo Milazzo, con la sua esperienza e il suo gusto raffinato, ha messo su un altro spettacolo divertente, che si impone non solo per la leggerezza e spensieratezza che riesce ad infondere al pubblico, ma anche per la funzione culturale di divulgazione di un periodo storico del panorama teatrale, che in Italia ha visto trionfare personaggi del calibro di Totò, dei fratelli De Filippo, di Nino Taranto, Anna Magnani, Alberto Sordi, Wanda Osiris. Non a caso, dal varietà (o “rivista”, come si diceva una volta), sono partiti a suo tempo anche Garinei & Giovannini, iniziando proprio con Cantachiaro un percorso artistico che li avrebbe portati lontano!

 

Massimo Milazzo ha voluto rendere un vero e proprio omaggio a un mondo e a un genere che soprattutto i più giovani non conoscono affatto e che i più grandi ricordano a malapena. 

Nel complesso, uno spettacolo di un paio d’ore, caratterizzato da una forte componente musicale, che giustifica la presenza sul palco di un trio di bravi musicisti. E così in un susseguirsi incessante di canzoni, sketches e macchiette, ovviamente conditi di equivoci e doppi sensi, tra battute e ammiccamenti, il tempo vola via letteralmente e lo spettatore alla fine applaude divertito e soddisfatto. 

 

Il cast è di ottimo livello: protagonisti assoluti dello spettacolo sono attori del calibro di Luciana Frazzetto e Geppi Di Stasio, ben supportati da Roberta Sanzò, Alexandra Filotei, Stefano Miceli e Roberta Fichera; e accompagnati dall’ OrcheStrana diretta dal M° Davide Baudone al pianoforte, con Danilo D’Arcangelo  alla batteria e Massimo Bonforti alla chitarra basso. 

 

Tra i momenti più esilaranti, ricordiamo la scenetta dello studio dentistico, in cui si incontrano accidentalmente due signore, una delle quali cercava il gigolo del piano di sopra! E ancora classiche macchiette della tradizione partenopea, come Anacleto e E allora?, lo sketch dell’agenzia di pompe funebri o della casa vecchia da affittare “a gratis”…   Insomma, ce n’è veramente per tutti i gusti. Fino al gran finale veramente travolgente, omaggio al grande Albertone, con il classico “Ma ‘ndo vai, se la banana nun ce l’hai”, tratto da Polvere di stelle:  a questo punto,  il pubblico si ritrova istintivamente a cantare in coro con tutta la compagnia! 

Veramente una girandola di emozioni e di ricordi; e soprattutto tanto, tanto divertimento e spensieratezza: il classico spettacolo per chi vuole dimenticare le tristezze che la vita di tutti i giorni ci propone in continuazione.  Ben curati e suggestivi i costumi, realizzati da Roberto Di Falco

Uno spettacolo da non perdere!  Assolutamente!

 

Teatro Anfitrione  fino al 23 febbraio 2014  

Via di San Saba, 24 (Aventino) – tel. 06.57.50.827 

 

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