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Papa Bergoglio e Lampedusa, candidati al Nobel per la pace. Incredibile c’è anche Putin

ROMA – Il presidente russo, Vladimir Putin, è stato candidato al Nobel per la pace, ad annunciarlo è stato il direttore dell’istituto Nobel di Oslo, Geir Lundestad. La candidatura è immediatamente rimbalzata sui media russi.

Tra i candidati figurano anche Papa Bergoglio, Edward Snowden, la talpa del Datagate che ha ricevuto asilo in Russia e la giovane studentessa pachistana che ha sfidato i talebani, Malala.  La notizia della candidatura di Putin potrebbe sembrare una bufala, quasi un oltraggio nei confronti di Papa Francesco e altri candidati visto la situazione contingente che vede il presidente della Federazione russa quasi sul piede di guerra con l’Ucraina, eppure è tutto vero.

Una lunga lista composta da ben 278 personalità

Putin è stato candidato per il suo ruolo di mediatore nella crisi siriana,  ma  la commissione per il Nobel alla fine lo valuti negativamente per il suo intervento nella situazione ucraina. A ricevere la nomination per il Nobel per la pace 2014 è stato un numero record di candidati, ben 278,i rispetto agli anni precedenti, incluse 47 organizzazioni. La commissione Nobel ha ristretto la lista tra 25 e 40 e la ridurrà ad una dozzina entro la fine di aprile. Il vincitore sarà annunciato il prossimo 10 ottobre a Oslo. Ma i nomi che invece sono frutto delle scelte della commissione restano top secret, come sempre.

Intervista al Corriere: “Ratzinger ha il merito di aver aperto una strada”

Intanto è di oggi l’intervista che Jorge Bergoglio alias Papa Francesco rilascia al Corriere della Sera, che la annuncia in prima pagina, con la firma del direttore De Bortoli. Nella lunga intervista, il Papa parla del suo primo anno a capo della Chiesa, toccando una delle questioni su cui si attendono grandi novità: quella dei divorziati, a cui bisogna dare “grande attenzione”. E poi la rivoluzione impressa dal suo predecessore, Benedetto XVI, primo Papa emerito e forse non unico, “Benedetto è il primo e forse ce ne saranno altri…”, si lascia una porta aperta Francesco.

Il pontefice riconosce a Ratzinger il merito di aver “aperto una strada” nei casi di abusi su minori, “tremendi perché lasciano ferite profondissime”. “La grande maggioranza degli abusi avviene in ambiente familiare e di vicinato”, spiega Bergoglio. “La Chiesa cattolica è forse l’unica istituzione pubblica a essersi mossa con trasparenza e responsabilità”, eppure “è la sola ad essere attaccata”.

“Mi piace stare tra la gente, insieme a chi soffre “”Mi piace stare tra la gente, insieme a chi soffre, andare nelle parrocchie. Non mi piacciono le interpretazioni ideologiche, una certa mitologia di papa Francesco”, spiega. “Quando si dice per esempio che il Papa esce di notte dal Vaticano per andare a dar da mangiare ai barboni in via Ottaviano. Non mi è mai venuto in mente”.

Infine, nelle molte candidature, risultano personaggi provenienti un po’ da tutto il mondo. Una piccola speranza anche per il nostro Paese, con la candidatura ufficiale di Lampedusa. “Il Premio Nobel per la pace alle istituzioni e alla popolazione dell’isola – si legge nella lettera di candidatura a firma della commissione norvegese – costituirebbe anche un riconoscimento per una piccola comunità la cui umana compassione è stata messa grandemente alla prova negli ultimi venti anni e che ha superato tale prova perché rispetta la dignità umana, dimostrando che gli esseri umani possono praticare la convivenza pacifica”. Questo ci pare un bell’esempio di pace e pacificazione.

 

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