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Camusso a Renzi, non si possono ignorare le parti sociali. Gaffe del premier sui Fondi europei

ROMA – Fondi europei, compiti a casa e sindacati. Per Matteo Renzi l’esordio europeo e i rapporti con le forze sociali  sembrano non essere un invito a nozze. Anzi. All’esordio europeo aveva avanzato l’idea di utilizzare i Fondi strutturali per intervenire sul cuneo fiscale.

E lanciava un guanto di sfida alla  Ue, respingendo l’idea di andare in Europa per prendersi “i compitini da svolgersi a casa ”. L’Italia, aveva detto “sa da sola cosa fare”. Mancava solo il cucù alla Merkel. Dalla Ue è subito arrivata una gelida risposta: i Fondi europei si possono utilizzare non per il cuneo fiscale ma per finanziare progetti,posti di lavoro. Quasi a dire che “in casa” poco si conosce di politiche europee. Renzi replicava ricordando che stava lavorando poer prsentare mercoledì il jobs act, interventi sulla casa e sull’edilizia scolastica.

Si inaspriscono intanto le relazioni coi sindacati, dopo il tweet in cui Renzi aveva scherzato su una sua iscrizione alla Cgil, affermando che non verrà mai. Scherzi a parte, verrebbe da dire, il premier mostra di non tenere in alcun conto le parti sociali. Arriva così una dura replica da parte di Susanna Camusso e il segretario generale della Cisl chiede di aprire un tavolo di confronto sugli ammortizzatori sociali.

Renzi sbaglia a dire che non sarà mai un iscritto Cgil

La leader della Cgil, Susanna Camusso, ha replicato al presidente del Consiglio Renzi nel corso del congresso provinciale torinese del sindacato ”Oggi il nostro presidente del Consiglio, che ha grande amore per gli strumenti mediatici, ha detto la Cgil stia tranquilla perchè lui non sarà mai un nostro iscritto. Io non sono tranquilla per lui perché un lavoratore che dà per scontato che non verrà mai alla Cgil, forse fa un errore”. 

La Camusso appare critica nei confronti del Governo che, ancora non  ha sentito il bisogno di un confronto . ”Il tema vero che a questo governo va proposto-afferma- è quale rapporto intende avere con le parti sociali, perchè qui c’è un governo che teorizza la scomparsa della rappresentanza sociale”. 

La Camusso si riferisce poi, senza citarla, all’affermazione della ministra Guidi: ”Il tema non  é concertare o non concertare ma che la rappresentanza sociale non c’è e non esiste l’idea che per altro appartiene alla fase in cui era presidente dei giovani industriali l’attuale ministro dello Sviluppo economico che diceva no ai contratti nazionali, no alla contrattazione collettiva, ma per ognuno un abito su misura. Questa idea non fa solo parte del pensiero di qualche connazionale ma è l’idea della frantumazione sociale fatta a sistema: esiste il governo, il privato e la carità, e non esiste in mezzo nulla che fa mediazione sociale.

Ascolto delle parti sociali per evitare gli errori del passato

Per la Camusso questo Governo si avvia a non ascoltare a sufficienza le parti sociali col rischio di commettere i medesimi errori commessi già in passato. “Il governo sottovaluta molto il rapporto con le parti sociali. Ha un’idea della rappresentanza più fatta sulle presenze individuali che non invece sulla sua funzione sociale. C’è un precedente clamoroso che è quello della legge sulle pensioni del governo Monti: chi teorizza queste cose poi fa degli errori e bisognerebbe imparare dagli errori del passato”.

UE. Fondi europei non andranno a ridurre il cuneo fiscale

Un errore, che potremmo pagare molto caro, per esempio,potrebbe essere l’arroganza con cui Renzi sembra voler impostare con l’Unione europea.  Altro, invece,presentarsi con proposte concrete,battersi perché la Ue cambi strada, perché dall’austerità si passi al sostegno alla crescita,alla creazione di posti di lavoro. Bruxelles risponde in modo molto secco,quasi infastidito, alle parole di  Renzi. In particolare il “ chiarimento” sull’uso dei fondi Ue sembra una vera e propria tirata di orecchie al nostro premier. Shirin Wheeler, portavoce del commissario Ue alle Politiche regionali Johannes Hahn ha dichiarato “L’Ue chiarisce che i fondi della politica di coesione devono essere utilizzati per finanziare nuovi progetti per lo sviluppo. Quindi non possono essere usati per coprire la riduzione di imposte, come quella potenzialmente legata al cuneo fiscale, come suggerito da alcuni osservatori. “Tanto per non rischiare fraintendimenti conclude poi: “Stiamo quindi dicendo all’Italia, come a qualsiasi altro membro dell’Unione, che le regole dei fondi permettono di finanziare progetti, come per esempio, aiuti per start up o per l’industria”.

Bubbico, cerca di rimediare alla gaffe  sui Fondi. Meglio se taceva

Infelice la precisazione fatta dal viceministro all’Interno, Filippo Bubbico (Pd), nel pomeriggio a Potenza, nel corso di un incontro con il presidente della Regione. Bubbico ha infatti affermato che ”la proposta di utilizzare i fondi europei per tagliare il cuneo fiscale e’ stata un’ovvia provocazione da parte del governo all’Europa: era noto al presidente Renzi, ma si tratta di una maniera provocatoria per arrivare alla discussione reale sul superamento di alcuni limiti e vincoli, ad esempio sul Patto di stabilità o sul rapporto tra deficit e Pil”.

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