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Teatro Documenti. Emanuele Scieri vittima della folgore. Recensione

ROMA – Al Teatro di Documenti è in scena un docu-spettacolo (possiamo meglio definirlo un documentario storico teatrale) dal titolo “Emanuele Scieri, vittima della Folgore” .  Uno spettacolo realizzato per ricordare, o meglio,  per non dimenticare, visto che questo Paese soffre di memoria molto corta.

Di sicuro, pochi ricordano quello che successe il 16 agosto del 1999, quando nella caserma Gamerra di Pisa, della Folgore venne ritrovato il corpo senza vita dell’allievo paracadutista Emanuele Scieri, seminascosto ai piedi della scala di asciugatura dei paracaduti. Emanuele era morto la sera del 13 agosto, dopo essere caduto dalla cima della scala, sulla quale era stato costretto ad arrampicarsi da alcuni allievi anziani, avvalendosi della sola forza delle braccia e con le scarpe allacciate tra loro, perché non si potesse aiutare con i piedi. Come hanno appurato le perizie, Emanuele era stato colpito violentemente alle mani nel corso dell’arrampicata, perdendo così la presa e precipitando in basso. Il povero ragazzo,  con la schiena spezzata e sanguinante, non fu  soccorso, anzi, il suo corpo agonizzante venne dolosamente occultato, ed il giovane parà morì dopo diverse ore di sofferenze inimmaginabili. Per tre giorni nessuno, all’interno della caserma, si preoccupò della sua scomparsa ed il suo cadavere fu  rinvenuto solo quando cominciò a emanare cattivo odore. 

Tre inchieste ufficiali, una della Procura della Repubblica di Pisa, una della Procura Militare, e una amministrativa interna alla Caserma Gamerra, non sono state in grado di risalire ai nomi dei responsabili del delitto. Nessuno, tra le reclute della Gamerra e i vertici della Folgore, fu  capace di  infrangere il muro di omertà che proteggeva gli assassini. 

Per la prima volta un terribile fatto di cronaca come il “caso Scieri”, che sconvolse l’opinione pubblica nell’estate del 1999, restando uno dei grandi misteri insoluti d’Italia, oggi viene portato in teatro da un gruppo di giovani attori.  Per ricordare che qualcuno attende ancora giustizia!!!!!!  Non a caso, gli autori sono Isabella Guarino e Corrado Scieri, i genitori del povero Emanuele: il testo non è altro che una fedele ricostruzione dell’accaduto, sulla base delle prove documentali disponibili e degli atti pubblici. La regia, non semplice da gestire, è firmata da Paolo Orlandelli

 

La rappresentazione ha saputo ricreare molto bene il clima da caserma, il nonnismo (ossia il bullismo degli anziani nei confronti delle reclute), grazie anche ad alcune efficaci caratterizzazioni realizzate dai ragazzi tecnicamente più dotati. Sono state ben evidenziate anche le caratteristiche degli alti gradi militari, le interrogazioni in Senato all’allora Ministra della Difesa Carlo Scogliamiglio. E la conclusione amara, come risulta da alcune testimonianze non prese in considerazione, è che furono proprio gli alti gradi e dire: “se lo soccorrete e si salva, siete fottuti; se lo finite è omicidio e vi beccno di sicuro, se lo lasciate morire, sembrerà un incidente”

E così il povero ragazzo rimase vittima di un balordo mix di sciocca stupidità, di esaltazione collettiva, di incapacità di valutare le conseguenze di ogni azione: lui, laureato in legge, (“lo chiamavano l’avvocato”) che minacciava denunce in presenza di soprusi, divenne capro espiatorio: meritava una lezione! Dalla Sicilia è andato a morire a Pisa, non per la Patria – come lui, da grande idealista, avrebbe anche accettato – ma per un branco di idioti, incapaci di distinguere tra i valori e le più stupide aberrazioni mentali.  Infangando così le innumerevoli pagine di eroismo che costellano la storia della Divisione Folgore: basti pensare a El Alamein! 

I tavolini rovesciati, uno sull’altro, in scena hanno ricordato quelli con cui venne nascosto il corpo. Musiche siciliane, cariche di nostalgia, hanno dato un sapore agrodolce alla pièce

Da un punto di vista prettamente teatrale, diciamo subito che i 14 ragazzi che si sono cimentati con quest’opera si sono dimostrati tutti volenterosi, qualcuno più dotato, qualcuno un po’ meno. A far loro da “chioccia”, un bravo attore di consumata esperienza, come Giuseppe Alagna.  Accanto a lui, si sono esibiti: Andrea Batti, Riccardo Bergo, Valeria Cammalleri, Lucia Caporaso, Domenico Franceschelli, Simone Frateschi, Aleandro Fusco, Giovanna Gentile, Raffaele Gliottone, Beatrice Picariello, Elisa Sensi, Davide Solari, Martina Taglianozzi

 

 

Fino al 16 marzo 2014

Teatro di Documenti, Via Nicola Zabaglia 42, Roma

Info: 06-5744034, www.teatrodidocumenti.it  

                      di Salvatore Scirè

 

 

 

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