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Renzi: “Mille euro in più l’anno a chi guadagna 1500 euro al mese”

Il Presidente del Consiglio illustra i provvedimenti del Governo finalizzati alla ripartenza del Sistema Italia. Taglio dell’Irap (-10%) e della bolletta energetica per le imprese. Salvi i Titoli di Stato, nessuna nuova tassazione

ROMA – Conferenza stampa fiume, quella del Governo Renzi, per annunciare le misure finalizzate alla ripartenza del Belpaese. Significativo il titolo scelto dal Sindaco-Premier: “La svolta buona”. Un messaggio diretto al Paese e nelle intenzioni del Presidente del Consigiio ai meno fortunati, per altro ha citato anche il Sindaco di Firenze, La Pira, che quanto alla difesa dei diritti dei più deboli ha scritto pagine memorabili. Renzi ha aperto la conferenza stampa con toni perentori. Un vero e proprio atto di accusa nei confronti di tutti coloro che giocano con populismi e qualunquismi vari: “Il nostro nemico, il nostro avversario, contro cui battagliare in modo violento è chi dice si è sempre fatto così. Il prossimo semestre L’Italia guiderà l’Europa e pensiamo che sia assolutamente fondamentale non solo lavorare per cambiare l’Europa ma partire dal cambiare noi stessi. Confermiamo per l’ennesima volta che nei prossimi 100 giorni faremo una lotta molto dura per cambiare ad aprile la P.A, a maggio il fisco e a giugno la giustizia , provvedimenti che non fanno parte, non fanno parte, del pacchetto di oggi”. Ma vediamo il cuore della manovra per la ripartenza disegnata da Renzi. Innanzitutto la parte legata alle buste paga dei lavoratori dipendenti. E’ chiaro che non tutti avranno la fortuna di vedere lievitare il gruzzoletto e sul punto il Premier ha fissato i paletti: “Mille euro netti all’anno a chi guadagna meno di 1500 mila euro al mese. Il limite su cui noi ci attestiamo sono 25 mila euro lordi, circa 1.500 euro netti. I destinatari del nostro intervento non sono solo i ceti meno abbienti, ma anche una parte di ceto medio. Per noi è evidente che mettere in tasca mille euro in più aiuta la propensione al consumo ma è anche una misura di attenzione, di equità ed è frutto di una politica che dà il buon esempio. Un’operazione che definirei di portata storica”. Le misure fiscali, sul cuneo,  ha puntualizzato Renzi “saranno in vigore dal primo di maggio. Ho provato a fare avere in busta paga prima delle elezioni, ma sono stato respinto con perdite”. Il Cdm ha anche approvato il piano casa che avrà un impatto di 1,7 miliardi. Poi, nei provvedimenti del Governo, misure anche per le piccole e medie imprese: “Cinquecento milioni di euro in più per il fondo di garanzia per le Pmi per la lotta al credit crunch, vero o presunto che sia e che ha già garantito 10 miliardi di accesso al credito. Una misura che le aziende sanno essere rilevante”. Ma Renzi ha anche annunciato misure immediate per l’edilizia scolastica: “Abbiamo alimentato a 3,5 miliardi il plafond a cui attingere per comuni province per le scuole e chi vuole attingere lo farà con procedure semplificate. E l’unità di missione sarà attiva a Palazzo Chigi e lavorerà in collaborazione con il Miur”. Per la ripartenza grande attenzione anche per le risorse comunitarie: “Tutte le volte diciamo ce lo chiede l’Europa e mettiamo una serie di vincoli. L’Europa ci chiede di spendere bene i soldi che abbiamo bloccato e che investiremo da subito: 3 miliardi di fondi europei”.  Poi la Spending Review, che come risorse dovrebbe portare  quest’anno tre miliardi di euro, almeno secondo i calcoli fatti dal Commissario Carlo Cottarelli, che fa sapere inoltre che “se le misure fossero state avviate da inizio anno sarebbe stato intorno ai 7 miliardi”. La stima, comunque, è di 18 mld per il 2015, di 34 per il 2016.

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