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Roma. Sgombero dell’Angelo Mai. Peciola, ‘smilitarizzare rapporto con i movimenti’

ROMA  – ‘L’Angelo mai altrove’, lo spazio indipendente per le arti, che ha sede alle Terme di Caracalla, è in fase di perquisizione e sequestro da questa mattina da parte della polizia e della Digos. Luogo di fruizione culturale, dedicato alla produzione artistica indipendente, nato nel 2004, dovrebbe quindi essere sgomberato.

Lo sgombero si colloca nell’ambito di una inchiesta condotta dalla Digos e coordinata dalla procura della Repubblica di Roma, che, secondo le notizie diffuse,  avrebbe consentito di “delineare i contorni di un sodalizio dedito alla sistematica realizzazione di fattispecie criminose, fra le quali l’invasione di edifici ed estorsioni, a danno degli occupanti delle strutture ai quali veniva chiesto di pagare somme di danaro sine titulo”.  L’inchiesa coinvolge dunque i movimenti di lotta per la casa. Sono infatti in corso anche altri sgomberi a Roma. È quanto fanno sapere su twitter i Movimenti per il diritto all’abitare, che segnalano la presenza delle forze dell’ordine a Centocelle in via delle Acacie 56 e al Tuscolano davanti alla ex scuola Hertz.  

La Polizia ha fatto irruzione nei locali dell’Anglo Mai, con un ingente spiegamento di forze, alle 6.30 di questa mattina. All’interno c’era una sola persona, che è stata poi identificata. I sequestri sono stati ordinati dal gip Riccardo Amoroso su richiesta del pm Luca Tescaroli. 

Blindati della Polizia e carabinieri sono al momento all’ingresso del centro sociale. Gli agenti lo presidiano impedendo a chiunque di entrare. Da quanto si apprende si starebbero effettuando delle perquisizioni all’interno dello stabile per poi metterlo sotto sequestro e farlo sgomberare. Sul posto stanno accorrendo militanti di diversi movimenti tra cui Movimento Patrimonio Comune,  movimenti di lotta per la casa,  quelli del Teatro Valle, Scup  e singoli cittadini. 

“Tutta la mia solidarietà all’Angelo Mai che le forze dell’ordine pare stiano mettendo sotto sequestro, perquisendo e tentando di sgomberare, a Roma. Gli spazi occupati come quello sono importanti risorse, spazi collettivi che vanno protetti e beni comuni da tutelare, non un problema di ordine pubblico, basta con la logica degli sgomberi, basta con la repressione!”. Così in una nota Fabio Amato, candidato nel collegio Centro per la lista L’Altra Europa con Tsipras.

I cittadini si sono riuniti in un assemblea che riprenderà anche nel pomeriggio intorno alle 17.00 in cui  si farà il punto della situazione e dove verranno anche illustrate le eventuali prossime mosse. “L’illegalità è fuori da qui”. “È una cosa che ci dovevamo aspettare, perchè era nell’aria – ha detto Giammarco di Lecce, uno degli occupanti – hanno messo tutto in un calderone. Nei prossimi giorni qui sarebbero partite una serie di iniziative a cui partecipano tutte le compagnie teatrali libere”.
Tra i presenti anche Fulvio del teatro Valle occupato, che ha ribadito: “Alle minacce rispondiamo che questo spazio prima o poi ce lo riprendiamo”. 
“Siamo sconvolti dal metodo – ha detto Erika Battaglia, presidente della commissione politiche sociali del Comune di Roma, anche lei intervenuta all’assemblea- la mia presenza qui è per dire che ‘Angelo Mai’ è un gioiello prezioso per la cittá. Grazie per il contributo che avete dato”.

“Faremo una manifestazione, un’iniziativa culturale qui all’Angelo Mai oppure in Campidoglio per ‘rompere i sigilli’, invitando anche le istituzioni”. Lo ha annunciato un attivista durante l’assemblea pubblica. 

Sul posto presenti anche Sandro Medici e Gianluca Peciola, consigliere comunale (Sel), che ha detto che il Comune non era stato avvisato dello sgombero. Peciola ha avviato una trattativa con la questura per chiedere l’immediato dissequestro dello spazio pubblico.

In una nota sempre Peciola ha poi dichiarato: “Le questioni sociali non possono essere trattate come questioni di ordine pubblico e risolte con perquisizioni e sgomberi di spazi occupati. Questa mattina sono stati sgomberate due occupazioni abitative con un grande dispiegamento di forze dell’ordine e sono in corso operazioni di sequestro all’Angelo Mai. In un periodo così drammatico per la tenuta del tessuto sociale e di fronte ad una città piegata dall’incidere della crisi economica, è inaccettabile che si ricorra agli sgomberi.  Bisogna ritrovare gli strumenti del dialogo e della politica per evitare radicalizzazioni del conflitto sociale. C’è un clima in città preoccupante – continua Peciola – Esperienze importanti di autorecupero a fini abitativi e di produzione culturale dal basso stanno diventando oggetto di interventi repressivi e questo è inaccettabile in un città come Roma che ha sempre dialogato con queste realtà. Bisogna trovare una soluzione urgente per le famiglie sgomberate e smilitarizzare il rapporto con i movimenti. Faccio appello a tutte le forze democratiche affinché le questioni sociali poste dai movimenti possano essere messe al centro di tavoli di confronto”.

 

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