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Caso Ilaria Alpi, governo desecreta documentazione

ROMA – E’ partito oggi il processo di desecretazione dei documenti relativi al caso di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Questo è quanto ha annunciato il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Sesa Amici, in risposta alle richieste fatte negli scorsi giorni.

Decisivo per l’accaduto è stato anche l’intervento del procuratore Giuseppe Piantone, impegnatosi subito a sollecitare la consegna della documentazione non appena avuta la notizia dell’avvio della pratica di desecretazione di una serie di dossier, tra i quali quello relativo all’omicidio dell’allora inviata Rai Ilaria Alpi e dell’operatore Miran Hrovatin, verificatosi esattamente venti anni fa a Mogadiscio. Dopo l’annuncio del governo la palla passa alla Procura di Roma che ora dovrà acquisire gli atti utili relativi al caso, contenuti in un fascicolo processuale attualmente nelle mani del pm Elisabetta Ceniccola. “Accolgo con grande favore l’annuncio del governo di recepire immediatamente la mia richiesta di desecretazione su Ilaria Alpi. E’ un segnale importante contro il muro di silenzio”. Questo è stato il commento della notizia su facebook e twitter da parte del presidente della Camera Laura Boldrini, che proprio ieri aveva chiesto di rendere pubblici gli atti. Un caso che in vent’anni ha visto sempre poca luce e tante ombre ed una verità che giorno dopo giorno è sembrata allontanarsi sempre di più. Vent’anni in cui non sono mancati i colpi di scena e le polemiche. Di fatti fino ad oggi sono ancora pochi i punti fermi e tante le lacune, a partire dall’unica persona condannata tra mille dubbi. Anche il movente è tutt’altro che chiaro. Le piste principali sono quelle del tentativo di rapimento  finito male e quella (più accreditata) dell’agguato mirato e premeditato contro testimoni scomodi di traffici illeciti nella Somalia del post Siad Barre. Dopo vent’anni di misteri, oggi la desecretazione degli atti, nella speranza che prima o poi sapremo veramente come è morta Ilaria Alpi.

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