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Vertice Ue a suon di battute. Le riforme di Renzi? Risatina fra Barroso e Van Rompuy

ROMA – Il vertice UE a Bruxelles inizia tra battute ad effetto e sorrisetti. Un copione già visto fin troppe volte. Si sono viste stilettate sul piano del rispetto degli impegni conclusesi solo dopo un incontro tra Renzi e Barroso.

Il presidente della Commissione  Ue  ha discusso discusso per più di un’ora, un fuoriprogramma dicono gli “ esperti” della riunioni Ue che deve pur avere un qualche significato. A Renzi  infatti è stato ricordato che l’Italia non deve solo  mantenere il rapporto deficit Pil sotto il 3%.  Occorre abbassare il debito e fare fronte agli altri impegni presi . Barroso ha insistito a più riprese sul fatto che “ Tutti in Europa devono rispettare le regole concordate” in piena sintonia con Van Rompuy. Poche speranze insomma che vengano accolte le richieste messe a punto da Renzi  nell’incontro con le Regioni tenuto in mattinata: fuori dal patto gli investimenti strutturali, e fuori anche gli investimenti per l’edilizia scolastica. Non è dato sapere se Renzi abbia avanzato queste proposte.

Un lungo  colloquio, quasi un esame: “ Mantengo tutti gli impegni”

Certo è che la durata dell’incontro  fa capire che non tutto è filato liscio. Anche perché le affermazioni fatte dal Presidente del Consiglio, quel 3% è anacronistico, non era suonate bene alle orecchie degli uomini di Bruxelles.Il nostro premier  ha comunque cercato comunque cercato di fugare ogni dubbio sulle coperture delle azioni tante volte annunciate e sul rispetyto degli impegni. Alla fine porta a casa un “pieno sostegno dell’Europa alle riforme annunciate”. Ci mancava anche che Barroso e soci fossero contrari alla riforme. Ma il fatto  che desta preoccupazione e sconcerto è la “ risatina” , uno scambio  di sguardi fra Basrroso e Von Rompuy. Un siparietto che merita di essere raccontato. Un giornalista italiano, David Carretta, corrispondente di Radio Radicale,  fa una domanda nel corso della conferenza stampa:  chiede un parere sulla possibilità che le riforme annunciate da Renzi, tra cui il possibile aumento del deficit potessero rappresentare uno strumento per sconfiggere gli euroscettici italiani, vedi  grillini e Lega. I due si guardano e scambiano un sorrisetto.

 

Renzi. Le coperture ci sono. Non si parla di decimali

Renzi ha però risposto a stretto giro di posta che “L’Italia è uno dei Paesi che rispetta tutti vincoli”, e la stessa dichiarazione l’ ha riproposta più volte.il fatto che Barroso ”parli con il primo ministro di un Paese, che nei colloqui si discuta dello 0,2%, dello zero virgola, quando l’Italia è uno dei Paesi che rispetta il 3%, e non si parli invece delle riforme, è singolare”. Nei colloqui, ribadisce, ”non parliamo dello 0,2%, ma di un disegno complessivo di riforme con il quale stiamo rivoluzionando l’Italia”. E per chi non crede ancora il premier ricorda la prossima scadenza del DEF in cui molti eventuali nodi potrebbero venire al pettine.Parlando con i giornalisti a Bruxelles, ha detto: “Dobbiamo fare uno sforzo per le famiglie, affinché possano capire il vero ruolo dell’Unione Europea, che non è quello di problema dell’Italia, ma di parte della soluzione”. 

Un premier comico. Il “nuovo” che torna? Odore di Berlusconi

Nell’incontro con Barroso Renzi ha fatto spettacolo, anzi avanspettacolo. Sedendosi alla destra di  Barroso,  ha detto: “Vado a destra, non è un problema” e si è poi accomodato sulla poltrona libera alla destra di Barroso. Durante l’incontro non è mancata una serie di battute sulla rivalità calcistica tra Juventus e Fiorentina, che avrebbe molto divertito Barroso.Tutto un altro pianeta rispetto a quando si facevano battute sul Milan.

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