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Sit-in dei movimenti contro il partenariato transatlantico. L’Europa è dei popoli non del mercato

ROMA – Questa mattina attivisti delle diverse realtà sociali, territoriali e sindacali che promuovono la Campagna Stop-TTIP Italia si sono dati appuntamento sotto la sede della Rappresentanza della Commissione Europea a Roma, in via IV Novembre 149, per protestare contro le trattative segrete che l’Unione Europea sta portando avanti con il governo Statunitense verso la sigla di un Accordo di Partenariato Transatlantico (TTIP).

Il presidio di stamani è stato organizzato in occasione della visita in Italia del presidente Usa Barack Obama. Una visita di cui si parla molto senza che il tema riguardante il trattato in fase di negoziazione sia in alcun modo presente nè nell’agenda politica nè nei resoconti dei mezzi d’informazione.

In tal senso obiettivo dell’azione è stato quello di dare visibilità al tema, informando la cittadinanza e allertando i mezzi di comunicazione e sollevare a livello politico una questione che, qualora si tramutasse nella sigla di un accordo transnazionale, avrebbe pesanti conseguente in termini di erosione di sovranità, diritti, tutela ambientale.

Domani il possimo appuntamento di mobilitazione sul tema, sempre in concomitanza con la presenza di Obama, è previsto a Roma, con un sit-in presso l’Ambasciata Americanadi Via Vittorio Veneto 119 alle ore 16.

 

Cos’è il TTIP

Il TTIP, Transatlantic Trade and Investment Partnership,  trattato di libero  scambio tra Unione Europea e USA, è l’ennesimo attacco frontale di lobby economiche, Governi e poteri  forti contro i diritti del lavoro, della persona,  dell’ambiente e di cittadinanza. Il negoziato TTIP, lanciato ufficialmente nel luglio 2013 e portato avanti segretamente dalla Commissione europea e dall’Amministrazione Usa disegna un quadro di pesante deregolamentazione cui obiettivo principale non saranno tanto le barriere tariffarie, già abbastanza basse, ma quelle non tariffarie, che riguardano gli standard di sicurezza e di qualità di aspetti sostanziali della vita di tutti i cittadini: l’alimentazione, l’istruzione e la cultura, i servizi sanitari, i servizi sociali, le tutele e la sicurezza sul lavoro. 

 

Tra i principali obiettivi del negoziato, c’è la mercificazione di servizi pubblici, di beni comuni e diritti a tutto vantaggio degli investitori e della proprietà privata,  grazie anche alla costituzione di un organismo di risoluzione delle controversie, un vero e proprio arbitrato  internazionale, a cui le aziende potranno appellarsi per rivalersi su Governi colpevoli, a loro dire, di aver ostacolato la loro corsa al profitto.  Qualsiasi regolamentazione che tuteli i diritti sociali, economici ed ambientali, rischia di soccombere agli interessi del libero mercato, tutelato da sentenze che saranno a tutti gli effetti inappellabili.  

 

 

Il trattato TTIP per punti

 

SICUREZZA  ALIMENTARE: le norme europee su pesticidi, Ogm, carne agli ormoni e in generale sulla qualità degli alimenti, più restrittive di quelle americane , potrebbero essere condannate come “barriere commerciali illegali”

ACQUA, ENERGIA E SERVIZI PUBBLICI: sono settori a rischio privatizzazione.  In pericolo  l’accesso universale a acqua, energia, sanità, trasporti, istruzione, servizi pubblici locali

DIRITTI DEL LAVORO: la legislazione sul lavoro, già  deregolamentata dalle politiche di austerity dell’UE, verrebbe considerata “barriera non tariffaria” da rimuovere 

FINANZA: il trattato comporterebbe l’impossibilità di ogni controllo sui movimenti di capitali e sulla speculazione bancaria e finanziaria

BREVETTI: la difesa dei diritti di proprietà delle imprese sui brevetti metterebbe a rischio la disponibilità di beni essenziali, quali ad esempio i medicinali generici o la diffusione della conoscenza e delle espressioni artistiche

GAS DI SCISTO: la devastante pratica del fracking potrebbe essere tutelata dalla legge permettendo alle compagnie estrattive di chiedere risarcimenti agli Stati che ne impediscono l’utilizzo, in violazione del principio di precauzione sancito dall’UE  

BIOCOMBUSTIBILI: il TTIP incentiverebbe l’importazione di biomasse americane che non rispettano i limiti minimi  di emissione di gas a effetto serra e altri criteri di sostenibilità ambientale

LIBERTA’ E INTERNET: i giganti della rete cercherebbero di indebolire le normative europee di  protezione dei dati personali per ridurli al livello quasi inesistente degli Stati Uniti

DEMOCRAZIA: il trattato impedirebbe qualsiasi possibilità di scelta autonoma degli Stati in campo economico, sociale, ambientale, provocando la più completa esautorazione di ogni intervento da parte degli enti locali 

La campagna è promossa da:  Altramente, Arci, Ass. Botteghe del mondo, A Sud, Attac Italia, Cobas, Comune.info, Coord, Nord-Sud, Cospe, Ennenne, Fairwatch, Fond. Cercare Ancora, Forum Italiano Movimenti per l’Acqua, Medici senza Camice, MST Italia, Municipio dei Beni Comuni, Re:Common, Rete della Conoscenza, Reorient, Sbilanciamoci, Scup, Yaku

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