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Riordino delle Province, arriva il sì definitivo

La riforma Delrio approvato alla Camera con 260 sì, 158 no e 7 astenuti

ROMA – Non è un’addio alle province, ma una sorta di riordino. Il via libera  definitivo arriva con 260 sì, 158 no e 7 astenuti. Tra le principali novità  le Città metropolitane e le unioni tra Comuni. Ma non solo. In sintesi il ddl Delrio svuota le amministrazioni provinciali dalle passate competenze. Il testo modifica la struttura degli enti locali e consente la fusione tra comuni in modo da consentire loro di svolgere i compiti svolti dalle province.  La riforma dovrebbe portare ad una riduzione dei costi. I consigli provinciali, infatti, vengono trasformati in Assemblee dei sindaci: questi ultimi lavoreranno nei nuovi «enti territoriali di area vasta», percependo esclusivamente le indennità già corrispostegli in qualità di primi cittadini. I presidenti di Provincia non saranno più eletti dai cittadini, ma indicati all’interno di una assemblea formata dai sindaci dei Comuni del territorio di riferimento.  Le competenze provinciali verranno  trasferite a Regioni e Comuni, ad eccezione dell’edilizia scolastica, della pianificazione dei trasporti e della tutela dell’ambiente. Il personale continuerà a lavorare presso gli organi territoriali di riferimento dell’attività svolta, mantenendo retribuzione ed anzianità di servizio. Il ddl prevede che questi nuovi enti provinciali prenderanno vita a partire dal 1 gennaio 2015. Fino ad allora le Province saranno rette da commissari (si tratterà degli attuali presidenti di Provincia che cambieranno nome in commissari) in quanto non si voterà per le rielezioni dei 52 organi provinciali in scadenza nel 2014. 

 Bisognerà comunque aspettare la riforma del Titolo V della Costituzione che modificherà nuovamente organi e funzioni.   Nonostante l’approvazione l’Aula si è comunque spaccata sul voto, anche perché le proposte di modifica del ddl presentate dall’opposizione, con Forza Italia in testa, sono state tutte respinte.”È un golpe”, ha tuonato  in Aula il capogruppo Renato Brunetta, contrariamente a  Del Rio che ha parlato di Una riforma vera.

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