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Camorra. Sequestrati 13 milioni di beni a imprenditore legato ai Casalesi

NAPOLI  – La direzione investigativa antimafia sta eseguendo un sequestro beni per circa 13 milioni di euro a carico dell’ex responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Casal di Principe e imprenditore Nicola Di Caterino, 55 anni, arrestato il 6 dicembre 2011 nell’ambito dell’inchiesta conosciuta come «Il principe e la scheda ballerina», per la costruzione di un centro commerciale a Villa di Briano nella quale destinatario di misura cautelare era anche l’ex sottosegretario Nicola Cosentino. 

 

Di Caterino, per gli inquirenti, è amministratore di fatto della Sirio srl, poi diventata Vian srl, la società che doveva realizzare il centro commerciale «Il principe», dopo aver ottenuto, grazie a Cosentino, un fido da 5,6 milioni di euro da un istituto di credito attraverso una falsa fideiussione. Sigilli alla Zian, che ha sede legale a Roma e amministrativa a Casal di Principe; ad un’altra srl, Cas-Rib; ad un immobile a Castel Volturno; tre ta auto e moto; e sei rapporti finanziari. Il centro commerciale, che Di Caterino avrebbe edificato con la sua ditta edile su un suo terreno, non venne poi realizzato, ma serviva anche a promettere posti di lavoro in cambio di voti per il cugino dell’ingegnere, l’ex sindaco di Casal di Principe, Cipriano Cristiano, anche lui coinvolto nell’inchiesta, eletto nel 2007. Di Caterino per gli inquirenti, sia come imprenditore sia nel suo ruolo di allora capo dell’ufficio tecnico del comune, ha fornito un contributo stabile nell’acquisizione e gestione degli appalti pubblici al clan dei Casalesi. Il centro commerciale che si sarebbe costruito nel suo terreno, Il Principe, appunto, avrebbe previsto un investimento di circa 43 milioni di euro a carico degli imprenditori coinvolti nell’operazione, generando 476 occupati.  

In una intercettazione allegata all’ordinanza del 6 dicembre 2011, Di Caterino, parlando con Cipriano Cristiano, sottolinea proprio il ruolo di Cosentino nell’affare: «ho parlato con Nicola stamattina» dice Cristiano; «noi gli dobbiamo parlare anche del discorso del centro commerciale… Con Nicola», risponde Di Caterino. 

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