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Fassina: “Renzi va nella direzione sbagliata, in continuità con le manovre di Berlusconi”

La replica del Premier: “Non mi aspetto brutte sorprese, ma semmai positive”

 

ROMA – “La direzione di Renzi è una direzione sbagliata. E’ in continuità con le manovre di Berlusconi dell’estate del 2011 dopo la lettera della Bce, con le manovre di Monti, in parte con le manovre di Letta, e avrà gli stessi risultati che abbiamo raggiunto in questi anni. Cioè, meno Pil, meno occupati, più debito pubblico”. Con queste parole Stefano Fassina, ex Viceministro dell’Economia nel Governo Letta, ha praticamente stroncato dai microfoni di di Mix24 condotto da Giovanni Minoli su Radio 24 l’articolato Def ideato dall’Esecutivo a guida Renzi. Fassina, uno dei leader della sinistra Pd, che, lo ricordiamo è minoranza nel partito, ma possibile maggioranza, sia al Senato che alla Camera ha indicato in una intervista a la Repubblica, anche quello che lui farebbe per sostenere l’economia asfittica del nostro Paese:

“Bisogna fare delle scelte per ridurre la precarieta’ e stabilizzare i redditi. Il contratto a tempo determinato deve restare un’eccezione, non la regola. Ne parleremo con il ministro Poletti, cercando di gestire le modifiche in via cooperativa, ma se il sistema non dovesse funzionare la decisione passera’ al Parlamento”.  Fassina, nel colloquio con il quotidiano diretto da Ezio Mauro elenca poi i punti da rivedere: sulla durata del contratto a termine e il numero di proroghe ammesse, spiega ”per quanto mi riguarda i contratti a termine non potranno durare più di due anni, non tre come ora previsto, e le proroghe ammesse dovranno essere tre, non otto”. Va poi ”reintrodotto un tetto di stabilizzazione per le imprese che vogliono assumere nuovi apprendisti e va ripristinato l’obbligo di formazione. La competitività non si conquista impoverendo i lavoratori sotto il profilo dei redditi e della preparazione culturale”. Fassina aggiunge che “non è sulla flessibilità che dobbiamo incidere”. Il contratto a tempo determinato ”non creerà nemmeno un posto se le aziende non avranno lavoro da offrire. L’unico effetto che potrà produrre, semmai, sarà quello di ammazzare nella culla il contratto d’inserimento a tutele progressive. Le imprese non avranno nessuna convenienza ad applicarlo e il tempo indeterminato sparirà”. Immediata e a stretto giro di posta la replica del Presidente del Consiglio: ”Con il Def siamo stati molto rigorosi e prudenti. Escludo che ci vorrà una manovra correttiva. La escludo nel modo più categorico. Non mi aspetto brutte sorprese durante l’anno, ma al contrario me ne aspetto di positive. Ci sarà maggiore spazio d’azione” ha concluso.

Ma nella giornata di ieri, affidandosi anche lui alle colonne de la Repubblica, è intervenuto anche il ‘dissidente’, almeno sul fronte delle riforme ed in particolare di quella del Senato, Vannino Chiti: ”Il Pd non può essere un partito plebiscitario. Non sono anti renziano e non cerco visibilità. Voglio solo una buona legge. Renzi dice che il mio testo non passerebbe? Stando alle dichiarazioni senza il ddl e il diktat del governo la nostra proposta potrebbe avere il sì non solo della maggioranza ma anche di Forza Italia e M5S. Non mi sembrerebbe un esito politico disprezzabile”. Sulla disciplina di partito Chiti osserva: ”La Costituzione non si può stiracchiare, altrimenti si producono scempi. C’è un dovere di responsabilità, autonomia e coerenza con la propria coscienza, o no? Altrimenti non saremmo il partito democratico, ma un partito plebiscitario e autoritario. Altro che sinistra europea. Ma non è neanche pensabile che sia così”.

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