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Ucraina. A Sloviansk venti di guerra, uccisi miliziani filorussi. Mosca si prepara alle armi

KIEV – La tensione tra Russia e Ucraina è scoppiata e dalle minacce si è passati alle armi. A Sloviansk, nell’est del Paese, 5 insorti filorussi sono rimasti uccisi nei combattimenti con le truppe ucraine.  Mosca ha subito annunciato che reagirà all’affronto ucraino.  Il ministro della Difesa russo, Serghei Shoigu, ha così annunciato nuove esercitazioni militari al confine con l’Ucraina, in risposta all’escalation di violenza contro i filo-russi.

«Siamo costretti a reagire alla macchina militare ucraina e alle esercitazioni della Nato», ha detto Shoigu. «Da oggi, esercitazioni militare sono iniziate nelle regioni confinanti con l’Ucraina e coinvolgono battaglioni di forze tattiche dei distretti meridionali e occidentali», ha spiegato il ministro della Difesa. E ancora: «Siamo costretti a reagire a questa situazione fonte di grande preoccupazione», ha avvertito Shoigu, ricordando che dal 22 aprile la nuova leadership ucraina ha avviato «la cosiddetta fase attiva di un’operazione ai confini sud-orientali dell’Ucraina». «Ci sono già state vittime», ha aggiunto, spiegando che «un passo iniziale è stato già fatto nell’uso di armi contri cittadini pacifici del nostro Paese. Se questa macchina da guerra non sarà fermata oggi, ci sarà un numero più alto di morti e feriti».  L’Ucraina, ha concluso, «ha impiegato un alto numero di volontari civili e di forze speciali ai confini con la Russia e c’è chiaramente una disparità di forze» sul campo. «Secondo le informazioni a nostra disposizione sono 11.000 uomini, pienamente armati con mitragliatrici, 160 blindati, più di 230 veicoli armati e mezzi per il trasporto di uomini, oltre ad un grande numero di mezzi aerei. Inoltre, unità della Guardia nazionale e gruppi di estremisti di ‘Settore destro stanno agendo contro civili pacifici e sono stati inviati più di 2.000 miliziani di autodifesa sono stati inviati con 100 mitragliatrici». 

L’Unione europea in risposta all’azione militare ha affermato  che il governo ucraino ha tutto il diritto di difendere la sua sovranità, ma ha chiesto a tutte le parti in conflitto nel difficile scenario dell’Ucraina dell’est di concentrarsi sullo sforzo di disinnescare la crisi.   Il presidente russo Vladimir Putin, dal canto suo, ha minacciato «conseguenze» in Ucraina.  «Abbiamo piena fiducia che il governo ucraino voglia la piena realizzazione degli accordi di Ginevra», ha detto Michael Mann, portavoce del capo della diplomazia europea Catherine Ashton.  «Noi riconosciamo all’Ucraina – ha aggiunto – il diritto legittimo di difendere la sua sovranità e l’integrità del suo territorio». 

Mann ha affermato che tutti i contraenti dell’accordo di Ginevra della scorsa settimana – Ue, Usa, Russia e Ucraina – devono «fare del loro meglio affinché la situazione abbia una de-escalation».  Le parti in causa, ha detto ancora riferendosi alla Russia, devono «usare la loro influenza» per disarmare le milizie a aiutare il ristabilimento di un controllo dal parte del governo sugli edifici e sulle aree che sono sotto il controllo degli irregolari. Mann ha inoltre ribadito, riguardo a possibili nuove sanzioni nei confronti di Mosca, che tutto dipenderà da quello che avviene sul terreno.

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