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Maltempo. E’ stato d’emergenza. Nelle Marche, due morti

 

ROMA – E’ stato d’emergenza nelle Marche, dopo i nubifragi verificatisi nella giornata di oggi. L’ondata di maltempo che si è abbattuta sull’Italia ha infatti flagellato senza tregua la regione, in particolare nelle province di Ancona, Senigallia, Osimo, Jesi, dove strade e case sono allagate e dove i soccorsi, dalla Protezione civile, ai vigili del fuoco al 118 si stanno operando per  gestire la situazione non ancora sotto controllo.

La Regione invita la popolazione a «non uscire di casa, se non per inderogabili necessità ed eventualmente di portarsi ai piani superiori delle abitazioni, laddove l’acqua avesse già invaso gli edifici». Le criticità maggiori si sono registrate a Senigallia, colpita da una vera e propria ‘bomba d’acqua’ che ha allagato intere zone, rendendo impossibili gli spostamenti. La città risulta divisa in due parti, i ponti sono bloccati e risultano impossibili gli spostamenti.  Proprio a Senigallia come pure ad Ancona si stanno di fatto concentrando i mezzi di soccorso, arrivati anche da fuori regione. Sono infatti circa 200 i volontari della protezione civile operativi sul territorio, nel tentativo di gestire la situazione. Due scuole, l’Istituto Corinaldesi e la Scuola Marchetti, sono state evacuate. Sempre a Senigallia un anziano è stato colto da malore, soccorso da una eliambulanza,  è morto però durante il trasporto per arresto cardiaco. L’uomo, a quanto risulta, ha perso la vita prodigandosi per salvare altre persone. Confermato anche il decesso di un secondo anziano che risultava inizialmente disperso.

Anche per quel che riguarda il fiume Misa la situazione è piuttosto grave. Il fiume viene tenuto costantemente sotto monitoraggio, cercando di contenere il pericolo esondazione, le idrovore infatti stanno lavorando per le operazioni di rafforzamento degli argini.

La situazione è drammatica, si registrano black out dell’energia elettrica e delle linee telefoniche, stando a quanto riferisce Susanna Balducci, funzionario della protezione civile della regione.  Gian Mario Spacca, presidente della Regione Marche ha chiesto lo stato di emergenza. Intanto sono stati istituiti tre punti di raccolta per i cittadini rimasti privi di alloggio o in difficoltà: Scuola materna per l’infanzia in località Cannella, il Palazzetto dello Sport di Campo Boario (Via dello Stadio, accanto allo stadio centrale), la Scuola Media Marchetti in Viale dei Gerani. Nel corso della serata e della notte – fa sapere la Protezione civile – «saranno presenti sul territorio equipaggi delle forze di polizia e del volontariato di Protezione civile, ai quali la popolazione potrà rivolgersi per richiedere soccorso».

Esondazioni e alluvioni si sono verificate anche in provincia di Ancona, a Pianello di Ostra e Chiaravalle. Situazioni critiche pure a Osimo e Corinaldo dove sono stati subito attivati i centri operativi comunali. 

Putroppo, nelle prossime ore non sembra previsto alcun miglioramento. Al momento gli elicotteri del 118 e dei Vigili del Fuoco stanno operando in stretta collaborazione per gestire le emergenze. È stato allertato anche il Soccorso alpino che interverrà a richiesta. 

Piero Farabollini, Consigliere Nazionale dei Geologi, ha sottolineato la gravità della situazione dichiarando: «Molte zone delle Marche, soprattutto quelle dell’Anconetano e del Maceratese, sono state nuovamente colpite da fenomeni alluvionali che hanno causato ingenti danni economici e questo non è più tollerabile. La situazione è molto grave per l’esondazione del Misa e per la situazione dell’Esino che, pur essendo sotto controllo, comunque non lascia sperare. Nel maceratese la situazione è analoga. Oltre all’entroterra, anche le zone colpite dall’alluvione del novembre scorso tornano a subire forti danni».  

Insomma ciò che viene denunciato dal ‘mondo geologico’ è  il mancato ascolto agli appelli relativi al degrado del nostro territorio, ma soprattutto la mancata, o meglio inesistente, pianificazione e programmazione territoriale. “Stiamo pagando perché non è stato fatto nulla di serio e programmatico» ha rimarcato quindi Farabollini.

 

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