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Piacenza. Scontri all’Ikea tra polizia e facchini, tre operai feriti

PIACENZA – Momenti di tensione stamattina a Piacenza, davanti ai cancelli del deposito di Ikea. Un gruppo di manifestanti ha infatti bloccato l’accesso ai lavoratori e ai mezzi di trasporto, con conseguente stop delle operazioni di carico e scarico merci. Ikea Italia distribution ha quindi deciso di sospendere le proprie attività sul Deposito 2 di Le Mose. Sospensione che permarrà con il protrarsi del blocco agli accessi. 

La cooperativa San Martino e la multinazionale svedese sono state accusate dai lavoratori di sospensioni, minacce di licenziamento e liste di proscrizione. Proprio lunedì infatti 33 facchini erano stati sospesi dalla direzione della cooperativa “per azioni e comportamenti fuori da qualsiasi dettame contrattuale oltre che di norme e leggi di riferimento”. I lavoratori sono accusati in particolare di aver bloccato un reparto, il 14 aprile scorso,  per solidarietà con un sindacalista Si Cobas. 

Da giorni il deposito viene presidiato dai lavoratori e dagli attivisti sociali. Proprio ieri mattina era stato organizzato inoltre un picchetto di facchini, affiancati successivamente da studenti e giovani di centri sociali. 

Il blocco è poi ripreso questa mattina all’alba. Immediato l’intervento della polizia, chiamata dall’azienda, a cui sono seguiti scontri, cariche e manganellate piuttosto violente contro i manifestanti, i quali hanno denunciato l’utilizzo da parte delle forze dell’ordine, anche di lacrimogeni sparati contro i lavoratori e il conseguente ferimento di tre operai.

Dal canto suo Ikea ha spiegato in una nota che, stante “la riduzione dell’attività della piattaforma logistica di Piacenza”, si stanno valutando “misure organizzative alternative” per garantire l’approvvigionamento delle merci ai punti vendita. Ikea ha anche chiesto e ottenuto nel frattempo, un incontro con il prefetto di Piacenza “per discutere degli impatti della situazione per i propri lavoratori”. I manifestanti che hanno attuato il blocco ai cancelli, “non sono dipendenti Ikea ma soci lavoratori della Cooperativa San Martino”,  ha specificato la multinazionale svedese, che ha  sottolineato poi come “il perdurare di uno stato di turbolenza o addirittura l’impossibilità di continuare ad utilizzare questo polo, metterebbe a repentaglio un progetto occupazionale e di sviluppo di tutta questa area”.

Giovanni Paglia, deputato emiliano-romagnolo di Sel, nel commentare gli scontri e le cariche delle Forze dell’ordine,  ha dichiarato: “Quello che è accaduto tra ieri e oggidavanti ai capannoni dell’Ikea di Piacenza merita di non finire nel dimenticatoio perché accende i riflettori, ancora una volta, sulle precarie condizioni di lavoro nel comparto della logistica e del facchinaggio”. “Sel stigmatizza quindi ogni forma di violenza da qualunque parte essa provenga – prosegue Paglia – ma ci tiene a sottolineare la perdita delle originarie finalità sociali di troppe realtà della cooperazione; in questo quadro – prosegue – e benché non sempre in sintonia con le modalità di lotta tenute dal Si.Cobas, chiediamo alla cooperativa S.Martino di rivedere la decisione di sospensione dei dipendenti iscritti a tale sindacato perchè tale provvedimento appare chiaramente come una ritorsione e riteniamo che non sia accettabile che imprenditori o presidenti di cooperative si scelgano soggetti sindacali a proprio piacimento”. “La logistica, conclude Paglia,  non può continuare a essere il buco nero in cui si accumulano le peggiori storture del sistema, in termini di sfruttamento e negazione di diritti”.

 

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