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Immigrati. Urge politica comunitaria

ROMA – Non si placano le polemiche dopo l’ennesima strage consumatasi al largo delle coste libiche.  A bordo c’erano più di 400 persone: 206 sono quelle tratte in salvo, mentre per ora sono 17 i corpi recuperati.

L’episodio ha acceso nuovamente la polemica su un problema che l’Europa non ha mai voluto affrontare e che di fatto ha isolato l’Italia che vive da anni questo dramma.

“È urgente definire una politica comunitaria che renda obbligatorio per i singoli Paesi condividere l’onere di governare i flussi migratori”, ha tuonato Gianni Pittella, vicepresidente vicario del Parlamento europeo e candidato del Pd nella circoscrizione Sud.

«Altre vite perdute. E ancora una volta- spiega Pittella- ci cospargeremo tutti il capo di cenere, maledicendo l’Europa per la sua colpevole ignavia. Ma gli unici ad essere colpevoli, ancora una volta, sono i governi che compongono l’Ue. Il loro egoismo e la loro miopia che impedisce e sottolineo impedisce con veti e indifferenza che le competenze sull’immigrazione e sul controllo delle frontiere passino sotto l’egida comunitaria».  Per l’europarlamentare del Pd «il governo italiano, la Sicilia, Lampedusa, hanno fatto finora tutto il possibile, impegnando ingenti somme nell’operazione »mare nostrum«, per andare in soccorso dei migranti e salvare vite umane. Ma senza l’Unione europea, senza una politica comunitaria che renda obbligatorio per i singoli Paesi membri condividere l’onere di governare in tutte le sue fasi i flussi migratori provenienti dall’Africa, continueremo a piangere altre vittime innocenti e ad inscenare accorati ‘j’accusè contro l’Europa. I colpevoli, i responsabili sono i governi e il loro egoismo, non l’Ue». 

Il portavoce di Cecilia Malmstrom, dal canto suo, sembra «evidenziare una distinzione di responsabilità tra il governo dell’Europa, la Commissione, e le responsabilità dei singoli Stati. Ma noi non consentiremo che nessuno, neanche a livello di rapporto tra Commissione Ue e singoli Stati, giochi a scaricabarile facendo sì poi che il conto lo paghi l’Italia». Ai microfoni di Radio24, il ministro dell’Interno Angelino Alfano assicura che «se ci sarà da andare dalla Malmstrom, io ci andrò anche domattina: invece di scrivere letterine andrò a dirle chiaramente in faccia quali sono le nostre richieste. Se la Commissione o i singoli Stati giocano a scaricabarile, noi non siamo nati ieri, sapremo rappresentare con forza le ragioni dell’Italia». 

Anche Fabrizio Cicchitto di Ncd è intervenuto sulla questione: «Attraverso Mare Nostrum, l’Italia ha fatto tutto quanto era nelle sue possibilità, dimostrando anche grande generosità. Ora però siamo al limite». «L’Europa deve assolutamente intervenire e farsi carico di un problema come quello migratorio che investe non solo il nostro Paese, ma tutta la Ue. O c’è un salto di qualità in positivo nella gestione di mezzi, uomini e risorse- conclude- oppure l’Italia non è disponibile ad andare oltre». A differenza di Pittella l segretario della Lega Nord Matteo Salvini lancia l’allarme malattie: «La tubercolosi e la scabia non arrivano dalla Finlandia. Purtroppo con una sanità arretrata in nordafrica questa gente riporta malattie che avevamo sconfitto da anni». E poi: “Alfano, dicendo che l’Europa non ci

protegge, scopre l’acqua calda. La Lega chiede che venga sospesa subito l’operazione Mare Nostrum perchè danneggia gli italiani e fa anche morire questi disperati in mezzo al Mediterraneo. Quindi bisogna tornare ad inserire il reato di immigrazione clandestina e spedire in Africa i soldi che con Mare Nostrum stiamo buttando via». Lo ha detto oggi a Trieste il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, a margine di un incontro politico.” 

Intanto è previsto per le 18 l’arrivo al porto di Catania della nave «Grecale» con a bordo le 17 salme e i 206 sopravvissuti del naufragio avvenuto ieri nel Canale di Sicilia. Il bilancio però potrebbe non essere definitivo, dal momento che, secondo quanto riferito dai naufraghi, a bordo del barcone colato a picco, ci sarebbero state almeno 400 persone. La Procura di Catania intanto ha disposto l’avvio di un’inchiesta.  

Sulla banchina del porto del capoluogo etneo si stanno allestendo i sistemi d’accoglienza, con Protezione civile e associazioni di volontari, il tutto coordinato dalla Prefettura.

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