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Mamme bianche, bambini neri

 

ROMA – Una notizia e niente più. I media troppo presi dall’esame dei risultati elettorali che, a nostro parere ,sono limpidi come l’acqua dei ruscelli, hanno dato uno sguardo, qualche titolo in prima pagina, salvo lodevoli eccezione  senza andare oltre, come oggi si usa dire.

Ci verrebbe da dire che  l’arrivo dei bambini dal Congo vale più di cento e mille talk show, con i soliti noti, con le solite chiacchiere, con le solite grida. Si poteva mandare in onda uno speciale, sarebbe stato uno splendido film, una storia di grande umanità. Ci siamo commossi quando le mamme bianche hanno riabbracciato i  bambini neri, i loro figli tanto attesi. I volti solari, delle donne e dei bambini, dei padri che non riuscivano a trattenere lacrime di gioia dopo mesi e mesi di sofferenze, lunghi viaggi della disperazione, con la speranza che non si spegneva mai anche se il sogno si allontanava, non avevano bisogno di alcun commento. Era storia vissuta che si concludeva felicemente. La televisione, quella pubblica in particolare aveva una grande occasione l’ha sprecata.  Per nove mesi i genitori bianchi di 31 bambini congolesi hanno vissuto in uno stato di angoscia da non augurare a nessuno.

Bene il ministro Maria Boschi che scende dall’areo militare partito da Kinshasa tenendo per mano due bambini, il simbolo di una vittoria umanitaria del nostro Paese  che ha visto impegnati premier come Letta e Renzi (“Benvenuti a casa, il tweet del presidente del Consiglio), ministri come Bonino, Kyenge e Boschi, sottosegretari per ricongiungere le  famiglie separate dai bambini. Il governo congolese aveva infatti interrotto tutte le adozioni internazionali con motivazioni varie, tutte prive di ragioni reali. Ci piace ricordare in particolare la ministra Kyenge, nera , ci scusi ma volutamente usiamo questa parla, che nelle iniziative che ha preso per far arrivare i bambini in Italia ha sempre visto questo problema insieme al diritto di cittadinanza e anche ieri ha riproposto il problema al governo e si è presa nuovamente gli insulti di un incivile leghista. I bambini congolesi arrivati a Ciampino, Italia, con le braccia strette, quanto più potevano, al collo dei nuovi genitori, quasi nella paura di trovarsi di nuovo soli possono e devono diventare un simbolo per l’Europa.

Mentre i colori della pelle, il bianco e ilo nero, si univano  a  Roma, in una  festa davvero mai  vista.  In un’altra città europea, Bruxelles, dagli arerei scendevano squalidi protagonisti della politica, reduci dalle elezioni, personaggi dell’estrema destra, razzisti, xenofobi, cacciatori di immigrati, in loro compagnia Beppe Grillo che aveva fatto di tutto per mantenere segreto il viaggio e l’incontro con Nigel Farage, il leader dell’Ukip , il vincitore delle elezioni in Gran Bretagna che a Londra viene accusato di xenofobia e vuoie far uscire il Regno unito dalla Unione europea. Hanno pranzato insieme e, si dice, abbiano trovato importanti convergenze per fare gruppo comune. Fino a poche ore prima Farange sembrava fare comunella con Salvini che poi ha cambiato cavallo. E’ sceso da Farage ed è montato su Le Pen, ci scusi la signora per il nostro gergo ippico. Già Salvini, il capo leghista, sempre più a destra, sempre più razzista, è stato lui a dare la notizia dell’incontro fra Farage e Grillo con il quale ha viaggiato sullo stesso aereo. Un commento alle squallide riunioni  dei personaggi della peggiore destra? Neppure lo meritano.  Un grazie invece a quei genitori che dopo aver sofferto a lungo ora possono vivere felici con i loro bambini. Benvenuto in Italia

 

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