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Groundcare. Fallisce il più grande handlers di Fiumicino e Ciampino

USB: Un disastro annunciato con precise responsabilità. A pagare sono centinaia di famiglie 

Da poche ore 850 lavoratori di Groundcare si trovano davanti alla cruda realtà di un fallimento ormai tecnicamente avvenuto da mesi, ma difficile da capire e accettare.

“Sono quattro anni che l’azienda vive uno stato di difficoltà con costante perdita di attività a causa della mancanza di un piano industriale efficace ma anche dell’assenza di regole certe” dichiara susi ciolella esecutivo provinciale confederale dell’ USB

“E’ paradossale che nel piano nazionale aeroporti ormai in dirittura di arrivo, il Leonardo da Vinci sia collocato come primo hub nazionale e aeroporto strategico e nello stesso tempo si continui a permettere l’ esistenza di sei, sette società di handlers che si fanno concorrenza fra di loro e la libertà a compagnie low cost di dettare le condizioni di mercato”

“Troviamo anche scandaloso che l’Enac ente preposto alla funzione di Autority non sia stato in grado di fermare questa deriva distruttiva. Da anni dentro l’aeroporto di Fiumicino si assiste inermi ad una continua perdita di posti di lavoro e di pezzi di salario. Il dumping sociale sta diventando preoccupante, si rottamano i lavoratori con il contratto a tempo indeterminato per sostituirli con precariato stagionale o giornaliero” rilancia la sindacalista

La vicenda di Groundcare deve far riflettere tutti sulle responsabilità di aver lasciato andare un settore al collasso senza tentare d’intervenire concretamente.

“Le responsabilità sono di una dirigenza che ha speculato per anni sul filo del rasoio senza avere un piano effettivo di rilancio della società, ma anche di Cgil Cisl uil e Ugl che hanno lasciato per troppo tempo i lavoratori all’oscuro della situazione, illudendoli in chissà quale soluzione miracolosa. 
E’ allucinante pensare di gestire una situazione cosi delicata, senza informare i lavoratori e senza neanche un’ora di sciopero.
La rinuncia preventiva al dissenso è la testimonianza che la scelta di non disturbare mai il manovratore rischia di diventare un suicidio pilotato che costringe i lavoratori a diventare preda delle speculazioni”

Ad oggi l’unico dato certo è che la più grande azienda di handlers di Fiumicino e Ciampino con 850 lavoratori, più un centinaio di Globeground dovrà affrontare un fallimento con ripercussioni catastrofiche su tutto l’indotto.

“Noi riteniamo che quest’emergenza debba essere finalmente affrontata in totale chiarezza e con la volontà di salvare le centinaia di posti di lavoro. L’USB metterà in campo ogni azione per veder riconosciuto il sacrosanto diritto al proprio posto di lavoro e ad una prospettiva di vita dignitosa.
Lo sciopero di venerdi di tutto il trasporto aereo ha segnato il passo di una volontà precisa di invertire la rotta ai continui disastri annunciati” conclude ciolella

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