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CASERTA-  L’ex Ministro della Cultura on. Massimo Bray, nel precedente governo, si è dimostrato buon ministro. Un ministro colto lui stesso. Qualcosa al paese lo ha lasciato e in Campania un dono importante.

Mi riferisco all’affaire Carditello, la famosa tenuta borbonica dimenticata, sita a San Tammaro, tra Napoli e Caserta. Un gioiello dell’architettura neoclassica che non ha niente da invidiare alla più famosa Reggia. Appena si è aperto il 2014 un accordo tra la società di Gestione e il Ministero guidato da Bray ha restituito la real tenuta allo Stato. L’onorevole Bray esce dai canoni della politica classica: la sua parlata è sobria ma non incolore, va in bicicletta e usa la Circumvesuviana per arrivare fino a Pompei. Niente auto blu,  niente politichese.

Nella sua visita di ritorno a Caserta, ieri 5 giugno, ospite di una città che lo ama e lo ha chiamato a presentare l’ultimo libro della giornalista Nadia Verdile, di cui ha curato la prefazione, “La Reggia di Carditello, tre secoli di fasti e feste, furti e aste, angeli e redenzioni”, Massimo Bray ha portato con sé la discrezione di sempre, quasi imbarazzato dal tanto affetto. “Nel nostro paese molto spesso – ha detto Bray – ci tolgono tutto, anche la speranza. Si finisce per rasentare un nichilismo esasperato che non paga. Io invece credo che a questo paese non si debba negare anche di sognare, almeno un po’. Perché per cambiare c’è bisogno prima di tutto della visione.” Visione che lui possiede, testimoniata dall’aria un po’ naif e dalle energie spese per Carditello.  “Stiamo distruggendo il nostro Paese. E a distruggerlo sono anche i media – ha continuato l’ex ministro – che quando parlano della fuga dei cervelli dimenticano di dire che quei cervelli si sono formati nelle università italiane e che quindi le università italiane sono buone, i professori così tanto vituperati lavorano bene”. 

Non ha scordato di dire che forse la dignità dell’Italia comincia da quella dei giovani e soprattutto dai giovani ricercatori che “perdono la speranza, si infiacchiscono se continuano a ricevere uno stipendio magro”. Su questo dovrebbe puntare il Ministero dei Beni Culturali. Un ministero che ha “cambiato gestione” ma non deve allontanarsi dalla direzione presa. “Io ho fiducia in Dario Franceschini” ha detto , mentre si levava un piccolo coro di protesta nel Teatro casertano Don Bosco.

Bray non risparmia un aneddoto della sua vita privata: racconta del suo volo a Cannes, l’anno scorso, con una compagnia low cost prenotato all’ultimo minuto, per risparmiare otto volte il prezzo del biglietto. A Cannes stava andando per presentare il film di Paolo Sorrentino che a gennaio ha vinto l’Oscar. “Nel viaggio ero seduto accanto ad un ragazzo che non mi aveva riconosciuto, in ultima fila. Quando si avvicinano altri due per salutarmi, il mio vicino spalanca gli occhi e dice “E che ce stai a fa’ qua?” Una domanda lecita, ancor di più in romanesco, visto il costume della Roma dei Palazzi.

Alla fine, se ne va ringraziando la Campania, “Una regione che mi dimostra sempre grande affetto, dove ci sono molte persone che non rispettano le regole- e fanno male- ma tante altre che lavorano e agiscono con onestà e si commuovono per Carditello”. Ringrazia gli angeli di Carditello perché dice: “Secondo me, anche questo è fare politica. Ringraziare voi tutti é politica”.

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