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Hotel California, le aquile volano alto

Nel 1976 gli Eagles trionfano con l’album della consacrazione mondiale

Su un’autostrada buia e deserta, con il vento 

fresco tra i capelli 

un caldo profumo di colitas, si solleva nell’aria 

più avanti in lontananza, vidi una luce scintillante 

la mia testa divenne pesante e la mia vista si indebolì 

dovetti fermarmi per la notte

(Prima strofa della canzone “Hotel California”)

Il contesto storico-politico

Il 1976 fu un anno particolare per gli Stati Uniti d’America. Il Paese delle opportunità e dell’american dream compiva 200 anni. Per tutti i 12 mesi ci furono manifestazioni, festeggiamenti, dibattiti con storici, politologi e sociologi che cercarono di tracciare una sorta di bilancio della più grande potenza economica e militare del globo. All’epoca lo stato di salute degli Usa non era dei migliori. Il Paese era appena uscito dal profondo trauma collettivo della sconfitta nella guerra del Vietnam. Due anni prima Richard Nixon era stato travolto dallo scandalo Watergate. Il suo sostituto, Gerald Ford, per la prima volta nella storia del Paese, non era stato eletto dal popolo ma scelto da Nixon dopo le dimissioni del vice presidente Spiro Agnew. Ford verrà sconfitto nel novembre del 1977 da Jimmy Carter.

La crisi economica, conseguenza delle enormi spese per finanziare il conflitto vietnamita, stava ‘erodendo’ l’ottimismo, tipico della ‘way of life’ americana.

Il trionfo del country rock degli Eagles

In questo delicato momento storico, politico e sociale degli Stati Uniti, un affermato gruppo californiano di country rock (sulla scia dei leggendari Crosby, Stills, Nash & Young), gli Eagles, pubblicava quello che è poi diventato una sorta di manifesto musicale ed esistenziale del Paese: “Hotel California”.

La band, formata nel 1971 da Don Haley e Glenn Frey, aveva già conseguito un grande successo con album come “Desperado”, “On the Border” e One of this night”. “Hotel California” rappresentò per gli Eagles la maturità espressiva, e una maggiore cura per i testi più elaborati e ricercati. Era insomma il loro manifesto, il loro capolavoro. Con questo album raggiunsero la giusta fusione tra la matrice folk, patrimonio culturale degli Stati Uniti e gli elementi del rock. Dopo la pubblicazione di “One of this night” nel 1975, il gruppo si avvicinò maggiormente alle sonorità del rock e per questo motivo esplosero tensioni fra i musicisti. Il chitarrista acustico e mandolinista Bernie Leadon abbondò il gruppo perché non apprezzava la svolta elettrica. Al suo posto arrivò il chitarrista Joe Walsh più orientavo al blues-rock.

“Hotel California” fu pubblicato l’8 dicembre del 1976. Come spiegare l’incredibile successo che l’album ebbe in tutto il mondo? Ecco in estrema sintesi le chiavi di lettura per comprendere la musica e la filosofia di vita degli Eagles. Intrecci di chitarre elettriche e acustiche, grandiose armonie vocali; macchine veloci e cowboy solitari in una miscela esplosiva ed esaltante. Nostalgia e decadenza, ottimismo ed esaltazione, in perfetto equilibrio tra passato e futuro. La grande tradizione americana riletta al sole della California dal gruppo che, più di ogni altro, ha sdoganato definitivamente il country-rock, trasformandolo da genere di nicchia a fenomeno di costume.

Ideato e realizzato come una sorta di concept-album, “Hotel California” esplora la decadenza dell’America e il suo crescente materialismo. Il brano che porta il nome dell’album, è la chiave di volta del disco. Un potente affresco, sull’edonismo, sul lusso e sull’auto distruzione dell’alta borghesia di Los Angeles, mascherato da malinconica ballad a base di chitarre a dodici corde. 

L’apoteosi e la crisi

Il successo fu immediato e di proporzioni sbalorditive. Le vendite complessive hanno superato le trenta milioni di copie in tutto il mondo di cui 16 sono nel mercato statunitense. Gli Eagles divennero improvvisamente la band più richiesta negli Stati Uniti. Il tour mondiale per l’album fu indimenticabile: tutti i grandi stadi americani si riempivano per ascoltare la loro musica così struggente e melanconica. Anche in Europa il successo degli Eagles fu immenso. Tuttavia, la grande popolarità, gli enormi guadagni, uno stile di vita stravolto da droghe e alcool, trascinò la band in una profonda crisi creativa. I componenti del gruppo non riuscirono a gestire e sopportare lo stress. L’abuso di stupefacenti e alcool minò seriamente i rapporti umani tra i musicisti. Tra licenziamenti e nuove entrate ci vorranno due anni per comporre il successore di “Hotel California”. Ma questa è un’altra storia….

Don Henley nel 2013 ha così sintetizzato il significato filosofico di Hotel California: “E’ un viaggio dall’innocenza all’esperienza. Tutto qua”.

“L’ultima cosa che ricordo 

è che stavo correndo verso la porta 

cercai il passaggio che mi riportasse 

indietro nel posto in cui ero prima 

‘Rilassati’ disse l’uomo della notte 

noi siamo programmati per ricevere 

tu puoi lasciare l’albergo quando vuoi, 

ma non potrai mai abbandonarci”

(Ultima strofa della canzone “Hotel California”)

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