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Immigrazione. Il mediterraneo mare di speranza e di morte, mentre l’Europa sta a guardare

ROMA – “Accatastati l’uno sull’altro, come all’interno di una fossa comune, che ricorda Auschwitz”. E’ questa la prima impressione di Antonino Ciavola, Capo della Squadra Mobile della Questura di Ragusa. E’ in rada nel porto di Pozzallo il peschereccio con a bordo i corpi senza vita di trenta migranti morti di asfissia durante la traversata.

Sembrerebbe, da un’ispezione dei locali compiuti dalla Squadra Mobile della Questura, che le vittime fossero state stipate anche nel vano ghiacciaia, dove si custodisce il pesce durante la navigazione. Il barcone, lungo poco più di venti metri, non batteva alcuna bandiera e trasportava seicento migranti costretti tra la stiva ed il ponte. “Ci hanno messo lì dentro come le bestie e non potevamo neanche uscire perché sopra era tutto pieno, non ci potevamo muovere. Abbiamo chiesto di potere tornare indietro perché eravamo troppi, ma non c’è stato nulla da fare: ci hanno detto “Ormai siete qui e dobbiamo arrivare in Italia”. Questa la testimonianza di chi è scampato al tragico epilogo del viaggio dell’orrore. La Procura di Ragusa sta valutando la posizione di due extracomunitari, probabili scafisti, accusati di associazione per delinquere e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sarà il Procuratore Capo Carmelo Petralia a decidere soltanto dopo le autopsie se imputare anche, eventualmente, l’omicidio colposo o addirittura volontario. E mentre è in corso l’ispezione del peschereccio, i partiti non perdono l’occasione di puntare il dito contro le istituzioni. L’accusa di Matteo Salvini, leader del Carroccio, colpisce direttamente il Presidente del Consiglio Renzi e il ministro degli Interni Alfano: “Hanno le mani sporche di sangue, il silenzio di Renzi è vergognoso”. Anche Maurizio Gasparri, di Fi, si schiera contro Letta ed il premier, “colpevoli di aver dato vita a Mare Nostrum”. In tutta la sinistra la condanna alle parole di Salvini è netta: “Fa lo sciacallo e specula sui morti”. Ancora una volta la politica strumentalizza il dramma immigrazione , ma non è più tempo di campagne che speculano su queste morti, è necessario muoversi attivamente e cooperare per trovare una risposta efficace al traffico clandestino di migranti, attraverso l’apertura di nuovi canali legali di ingresso. E’ chiaro che la responsabilità sia di tutti gli Stati membri dell’Ue che, chiamata in causa, risponde. È di Jean-Claude Juncker, appena designato Presidente della Commissione Ue, la proposta di istituire un commissario ad hoc sulla questione immigrazione. Ipotesi, comunque, su cui si deciderà dopo il 16 luglio e il voto dell’Europarlamento sulla nomina del lussemburghese. L’Ue sta cercando di stanziare più fondi per aiutare l’Italia nel Mediterraneo, ma senza prevedere risorse extra rispetto a quelle già programmate. Cioè usando in modo diverso le risorse esistenti. Ha annunciato Cecilia Malmstrom, commissaria europea per gli affari interni. Quel che è certo è che, mentre a Bruxelles si continua a discutere sull’attribuzione delle competenze, il Mediterraneo continua a ingoiare morti.

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