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ILVA. La soluzione non arriva, tra tumori e lo spettro della disoccupazione

ROMA – Il tempo stringe per l’Ilva, i problemi da risolvere e i nodi da sciogliere sono tanti, cruciali ma soprattutto ancora insoluti. L’incertezza che continua  a regnare attorno a questa filiera rimane estremamente preoccupante, soprattutto a fronte del problema ambientale e occupazionale. 

Oggi intanto, per il secondo giorno a Genova, sono scoppiati una serie di tafferugli davanti alla Prefettura. I lavoratori dell’Ilva protestavano per il mancato pagamento della tredicesima, ma non solo, forte era anche la preoccupazione per le voci di una ipotetica vendita dell’Ilva. 

I manifestanti intorno alle 13.00 hanno posizionato davanti al portone della Prefettura un mezzo da 30 tonnellate, mentre con escavatori, autocarri e altri mezzi hanno bloccato Piazza Corvetto. Una delegazione della Fiom è stata ricevuta dal prefetto vicario, che ha assunto temporaneamente la funzione di prefetto. Poco prima delle 16 la situazione è tuttavia tornata alla normalità, con una soluzione tampone e quindi temporale; i rappresentati dei lavoratori hanno infatti ricevuto un impegno scritto da parte del commissario straordinario dell’Ilva, Piero Gnudi, a pagare a luglio lo stipendio di giugno, ad agosto lo stipendio di luglio ed infine il premio di produzione. 

E’ stato Franco Grondona, rappresentante della Fiom Cgil, a leggere ai lavoratori il fax con l’impegno di Gnudi, Grondona ha poi commentato: “Pigliamoci questa boccata d’ossigeno che ci è costata lotta, fatica e anche qualche spinta con la polizia. “La vostra rabbia – ha aggiunto – non è solo giusta ma è anche giustificata perché sono nove anni che siamo in ballo. Siamo in una situazione difficile e voi sapete come me che stiamo combattendo con fatica per salvare la vita.  Noi oggi siamo venuti qui per cercare di salvare ‘momentaneamente’ la vita perché – ha concluso – la partita è difficile e continua. E noi – ha concluso – dobbiamo continuare a combattere con la determinazione di sempre, sapendo che abbiamo dalla nostra un accordo di programma”.

La vicenda Ilva, sarà oggetto di confronto e discussione nel prossimo Consiglio dei Ministri, che dovrà mettere a disposizione del neo Commissario tutti gli strumenti necessari per poter accedere in tempi rapidi al prestito ponte con le banche che, garantirebbe, fino alla fine del 2014 la continuità produttiva, l’applicazione del piano ambientale, la salvaguardia degli stipendi ai lavoratori del Gruppo e il pagamento dei fornitori. I rappresentanti sindacali di  Fim Fiom Uilm nazionali hanno intanto  deciso di sospendere l’iniziativa di sciopero nazionale del Gruppo prevista per l’11 luglio p.v., nello stesso tempo hanno confermato però tutte le iniziative che sono state decise a livello locale.

Ma non è tutto, infatti se sul piano occupazionale regna comunque l’incertezza e rimane difficile la valutazione di possibili scenari o potenziali sviluppi della vicenda, sempre aperta è la questione ambientale. A Taranto è aumentato il tasso di mortalità per tumori, e a farne le spese sono sopratutto i bambini.  C’è un eccesso di incidenza di tutti i tumori nella fascia 0-14 anni pari al 54%.

Le parole pronunciate dal sub-commissario Edo Ronchi, che ha reso noti i dati rilasciati dall’Arpa Puglia, sono molto preoccupanti.

A fronte di un leggero miglioramento della qualità dell’aria, si evidenziano infatti comunque dati estremamente negativi. L’indagine epidemiologica dell’Iss resa nota nei giorni scorsi si riferisce a dati raccolti fino al 2011. I dati evidenziano un tasso molto elevato di tumori.  Questi tumori hanno tempi di latenza di decenni e l’effetto sui bambini è prodotto anche da inquinanti genotossici trasmettibili da parte dei genitori. Questa indagine riflette quindi gli effetti dell’inquinamento storico degli anni passati: effetti che si manifesteranno ancora purtroppo per diversi anni anche se le emissioni industriali fossero azzerate. 

 “In ogni caso – ha concluso Ronchi – la riduzione misurata del benzoapirene a Taranto nel 2013 a 0,18 nanogrammi al metro cubo (obiettivo di legge 1 nanogrammo), rispetto agli 1,8 del 2010 comporta una riduzione del rischio di tumore, connesso con questo inquinante, in proporzione lineare di ben 10 volte”.

A fronte di questa situazione, Ermete Realacci (Pd) ha sottolineato l’importanza della continuatà del ruolo del sub-commissario, quale elemento di garanzia fondamentale per procedere al risanamento ambientale. “È urgente e assolutamente necessario procedere quanto prima alla piena attuazione di tutte le misure del decreto Terra dei Fuochi e Ilva, convertito in legge lo scorso 5 febbraio – ha dichiarato  Realacci – sia per gli interventi che mirano a garantire il contrasto efficace dell’illegalità, maggiori tutele per l’ambiente e per la salute dei cittadini, risorse per le bonifiche prioritarie, sia per le misure che puntano al risanamento ambientale dell’Ilva di Taranto e a dare un futuro all’acciaieria”.

 

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