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BERGAMO – C’era grande attesa per questo interrogatorio a Massimo Bossetti, il presunto killer di Yara Gambirasio, che aveva chiesto di incontrare in carcere il pm Letizia Ruggeri dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere per ben due volte. Già dalle 9 del mattino di martedì 8 luglio all’esterno del carcere di Bergamo si era radunata una folla di giornalisti, fotografi e cameraman.

Verso le 10 erano arrivati i legali della difesa, gli avvocati Silvia Gazzetti e Claudio Salvagni, e poi alle 10.30 era arrivato anche il magistrato Letizia Ruggeri accompagnata da un cancelliere della Procura e da due carabinieri del Ros di Brescia. Nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni. Anche se i due legali di Bossetti avevano ridimensionato le attese, specificando che si trattava solamente di un incontro nel quale Bossetti voleva chiarire alcuni episodi della sua vita personale stravolti e pubblicati da alcuni media.

«È sereno e determinato nel voler dimostrare la propria innocenza». Lo descrivono così Massimo Bossetti i suoi legali, Silvia Gazzetti e Claudio Salvagni, al termine del lungo interrogatorio con il pubblico ministero Letizia Ruggeri. Dopo quasi tre ore di colloquio, il pm e gli avvocati hanno lasciato il carcere intorno alle 13.30. «Ha chiarito ogni aspetto, ha risposto a tutte le domande del magistrato, precisando che alcune cose dette su di lui non erano vere. Come quella delle numerose lampade a cui si sottoponeva o le serate in discoteca. Bossetti è un uomo casa, lavoro e famiglia», affermano i due legali che annunciano la richiesta di ripetere l’esame del Dna ritrovato sugli slip di Yara Gambirasio, la 13enne di Brembate di Sopra, sequestrata e uccisa la sera del

26 novembre 2010. «Ha fornito una una spiegazione alle tracce del suo dna ritrovato sui leggins e sugli slip della ragazzina – prosegue la difesa – ma di questo preferiamo non svelare nulla». Bocche cucite anche sulla possibilità di un altro nome fatto da Bossetti: «A questa domanda preferiamo non rispondere. E aggiungiamo che in questi giorni sono state scritte e dette tante inesattezze su di lui e che adesso è ora di finirla».  

 

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