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Civati, il federatore delle idee e delle energie della nuova sinistra democratica

Non avevo mai partecipato a un’iniziativa promossa da Pippo Civati e dalla sua area. La tre giorni di Livorno mi ha molto colpito. Si tratta di un evento assai distante da quelle riunioni di corrente in cui la sinistra del PD si è frantumata in questi mesi, o si sta frantumando la stessa SEL. Quelle riunioni, quelle che ho visto di persona e quelle di cui ho letto, sono riunioni di ceto politico, sostanzialmente preoccupato della propria salvaguardia e della propria riproduzione, e per ciò ostile ad ogni cosa nuova che venga dall’esterno.

Politicamp 2014 -non ancora una Leopolda di sinistra- aveva  al suo interno sicuramente del ceto politico mosso dalle stesse preoccupazioni: ma è stato soprattutto un grande evento aperto, popolare e giovanile, con un’autentica voglia di discutere, anche polemicamente, e di partecipare. Vedere per ore e ore centinaia e centinaia di  compagni, iscritti e non iscritti al PD, assistere a discussioni di contenuto, ricche e plurali, e poi prendere la parola non è cosa di tutti i giorni, specie in quest’estate conformista del 2014. 

Il cemento palese di questo popolo, è l’ostilità all’idea che si sta affermando di un partito personale, al conformismo renziano e neo-renziano, che spinge tante correntine a organizzarsi per trattare, ai bruschi richiami all’ordine – che diventano addirittura volgari, come quando si accusa chi la pensa in modo diverso sulla riforma costituzionale di farlo per l’indennità o per un tornaconto personale-: l’ostilità alla totale indifferenza ai contenuti, specie in materia costituzionale, che segna la irresistibile leadership di Matteo Renzi. 

Non condivido tutto quello che ho sentito a Livorno.  Rappresentare in modo caricaturale ciò che fa il Governo è un grande errore per chi vuole anteporre i contenuti e le idee alle persone e al potere. L’ho detto a proposito della cultura, per esempio, dove ritengo che l’impronta che Dario Franceschini sta dando alla sua azione, vada nella giusta direzione. Ma per tre giorni, su molti argomenti, si sono confrontate idee di una sinistra “possibile”: quella famosa “costituente delle idee” che alcuni di noi avevano auspicato inutilmente prima dell’ultimo pessimo Congresso. 

Ora di fronte a Civati e alla sua neonata associazione “Possibile” si aprono due strade. La prima, proposta nell’interpretazione giornalistica di queste ore, di essere un ponte fra Gianni Cuperlo e Nichi Vendola . E’ un progetto realistico, ma privo di alcun fascino: un incontro di alcuni ceti politico-parlamentari della sinistra, che chiude e sbarra le porte prima ancora di prendere il via. La seconda strada è quella di immaginarsi come luogo aperto, come “agorà” della sinistra possibile, in cui non solo gli esponenti citati della sinistra e altri diano il loro contributo, ma una parte del popolo del PD e della sinistra siano chiamati ad un’impresa fondativa più coraggiosa: un nuovo programma fondamentale, un nuovo ruolo dei lavoratori nella sinistra -tema rimasto a Livorno decisamente in ombra-, nuovi strumenti di partecipazione e di organizzazione democratica, a partire dall’abrogazione degli aspetti più degenerati e personalistici dello statuto del PD. 

Pippo Civati  ha una grande occasione: quella di diventare non il Renzi di sinistra, ma il federatore delle idee e delle energie della nuova sinistra democratica.

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