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NAPOLI – Un’operazione congiunta di polizia e carabinieri, effettuata tra Napoli, Afragola e Casalnuovo,  ha potato al fermo di 17 esponenti del clan di Camorra ‘Moccia’.

Gli indagati sono ritenuti responsabili di associazione di tipo mafioso, porto abusivo di arma da fuoco ed estorsione, aggravati dalle finalità mafiose. Le indagini hanno consentito di accertare l’espansione del gruppo camorristico dal rione Salicelle di Afragola ai territori di Casoria, Caivano, Crispano e Cardito, nonché una scissione e una conflittualità interna allo stesso gruppo criminale che si è manifestata anche con una serie di omicidi avvenuti di recente.

L’indagine cominciata a gennaio 2014 in modo congiunto da polizia e carabinieri, coordinati dalla Dda partenopea,  ha consentito di accertare l’operatività e l’espansione del gruppo criminale legato ai Moccia,  storicamente attivo nel rione popolare Salicelle di Afragola, ma anche a Casoria, Caivano, Crispano e Cardito.

Le indagini hanno portato ad accertare tutti i ruoli ricoperti da ciascuno degli indagati. Il clan era attivo  prevalentemente nelle estorsioni e in atti intimidatori ai danni di attività commerciali come imprese di onoranze funebri e servizi di vigilanza privata, nonché nella gestione del traffico di sostanze stupefacenti e di tabacchi.

Le attività investigative hanno anche documentato la recente scissione e conflittualità all’interno del gruppo criminale. Contrasti  chehanno portato all’omicidio di Mattia Iavarone, avvenuto il 25 aprile scorso a Caivano.  I provvedimenti cautelari sono ora al vaglio del gip competente per territorio.

Blitz anche nel casertano

Sono nove  le misure cautelari di affiliati al clan Belforte di Marcianise per riciclaggio e intestazione fittizia di beni e il sequestro del Centro direzionale Vanvitelli, complesso di edilizia residenziale in località Macello, via Fuccia, a Marcianise. Questo è il risultato di un’operazione congiunta di carabinieri, guardia di finanza e polizia nel Casertano.  Le forze dell’ordine hanno sequestrato ditte, abitazioni e società riconducibili a persone ritenute legate al clan per  parecchie decine di milioni di euro.

Indagati anche alcuni funzionari del Comune di Marcianise: Fulvio Tartaglione, Matteo Alberico d’ Angelo Piccolo. L’accusa è quella di aver riciclato i soldi del clan nella costruzione delle «Vanvitelli» di via Fuccia  composto da 80 appartamenti.

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