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Riforme. Chiti, rivedere calendario lavori, concentrarsi su questioni principali

ROMA – Forse sarà rinviato al prossimo settembre il voto definitivo al Senato, dove da questa settimana si lavora giorno e notte.  Oggi si parte alle 9,30 e la discussione durerà fino alla mezzanotte.  Intanto sulla riforma si continua a trattare in un clima rovente.  Renzi continua a dirsi ottimista e in un tweed scrive che al momento ciò che lo preoccupa maggiormente è la situazione libica con una guerra civld alle porte. 

Nel frattempo il senatore Vannino Chiti, leader dei dissidenti del Partito democratico, lancia l’appello affinché si accorpino gli emendamenti e li si affronti subito, mentre il voto conclusivo sulla riforma si svlga nella prima settimana di settembre.   ”Una riforma costituzionale non si puo’ fare in un clima di contrasti esasperati, – tuona Chiti -di scontro muro contro muro. Cio’ non favorisce il confronto sui contenuti. Rivolgo quindi un appello a tutti per superare ostruzionismi e tagliole, ricercando un nuovo clima costituzionale. In questa prospettiva ci sembra opportuno rivedere il calendario dei lavori, cosi’ da consentire un confronto costruttivo e le piu’ ampie convergenze possibili. Nei prossimi giorni, prima della pausa estiva, si potranno esaminare e votare gli emendamenti cruciali e gli articoli della proposta di riforma costituzionale, per svolgere poi nella prima settimana di settembre le dichiarazioni di voto e la votazione conclusiva”.

”In questo modo – aggiunge Chiti – e’ possibile concentrare la discussione, accorpando gli emendamenti, sui temi piu’ rilevanti: modalita’ di elezione del Senato; numero dei deputati; immunita’; elezione del Presidente della Repubblica; competenze del Senato in tema di diritti e di questioni bioetiche; referendum e leggi d’iniziativa popolare; ripartizione di competenze tra Stato centrale e Regioni.  Tutto questo anche per consentire un’informazione corretta e una partecipazione consapevole dei cittadini, che avranno l’ultima parola sulla riforma nell’occasione del referendum confermativo”.

Alle parole di Chiti dìfanno eco quelle di Sel che da il suo ‘sì” condizionato alla proposta di Chiti di tagliare gli emendamenti alla riforma del Senato (il partito di Vendola ne ha presentati 6 mila) e di rinviare ai primi di settembre il voto finale. “C’e’ amplissima disponibilita’ se si vuole davvero entrare nel merito e discutere delle modifiche”, dice Loredana De Petris, capogruppo di Sel, parlando nell’aula del Senato. Va capito “se si vogliono mediazioni alte”, osserva. “Il convitato di pietra e’ il patto del Nazareno” tra Renzi e Berlusconi, sostiene.

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