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Gaza. Israele annuncia 7 ore di tregua umanitaria. Il bilancio sale a 1.834 vittime

 

 

GERUSALEMME – Israele ha annunciato una tregua «umanitaria» di sette ore sulla maggior parte della Striscia di Gaza, dopo l’incursione contro una scuola usata dalle Nazioni Unite per accogliere palestinesi in fuga dalla guerra che ha fatto almeno dieci vittime. 

In un comunicato diffuso dall’esercito, Israele ha annunciato la sospensione momentanea delle ostilità per sette ore di «finestra umanitaria». Il cessate il fuoco ha avuto inizio inizio alle 9 ora italiana e terminerà alle 16 e non interesserà l’area a est della città di Rafah «dove sono in corso scontri e dove sarà mantenuta una presenza militare israeliana», si legge nella nota dell’esercito. 

Intanto, crescono le polemiche e l’indignazione per il raid israeliano con cui ieri è stata colpita una scuola dell’Unrwa a Rafah. L’esercito ha spiegato che obiettivo dell’incursione erano «tre terroristi della Jihad islamica a bordo di una moto in prossimità della scuola».  In un comunicato pubblicato questa mattina dall’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è stato precisato che Israele non colpisce civili palestinesi. Ma poche ore prima dell’inizio della tregua, dieci palestinesi sono stati uccisi in nuovi raid notturni nella Striscia e tra questi figura anche un bambino. 

Intanto sale a 1.834 il bilancio totale delle vittime.  Solo oggi, 27esimo giorno dall’inizio dell’offensiva, sono state uccise 71 persone.

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è inerte a Gaza di fronte al «massacro» dei palestinesi da parte di Israele. Lo ha denunciato il presidente iraniano Hassan Rohani, in un discorso davanti al comitato palestinese del Movimento dei non-allineati (Nam) riunito a Teheran. «La selvaggia aggressione dell’esercito di questo regime(Israele), assassino di bambini, prosegue con una politica deliberata per commettere un genocidio, massacrando civili e distruggendo infrastrutture, case, centri sanitari, scuole e moschee», le durissime parole di Rohani. 

Ha censurato la passività degli organismi internazionali e «in particolare del Consiglio di sicurezza, per impedire i reati contro l’umanità del regime sionista». I ministri degli Esteri dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), del Qatar, del Venezuela, del Bangladesh, del Sudan e dell’Uganda partecipavano a questa riunione.  Rohani ha anche parlato di «complicità degli Stati Uniti e di altri Paesi membri del Consiglio di Sicurezza» con Israele e ha lanciato un appello alla mobilitazione. L’Iran, che non riconosce l’esistenza dello stato ebraico, difende i gruppi estremisti islamici palestinesi garantendo loro supporto militari ed economico.

 

 

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