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Iraq, nuovi raid Usa nel nord del paese. Emerge l’orrore dello Stato islamico

BAGHDAD – L’aviazione militare Usa ha annunciato di aver lanciato nuovi raid nel nord dell’Iraq contro i miliziani dello Stato islamico. Caccia e droni statunitensi hanno distrutto veicoli blindati dei militanti jihadisti che avevano aperto il fuoco contro un gruppo di yazidi in fuga da Sinjar, località ad ovest di Mosul.

L’aviazione Usa ha sferrato venerdì scorso il primo attacco contro le postazioni dei miliziani dello Stato islamico nel nord dell’Iraq. Secondo quanto riferito dal Pentagono, due F/A-18 hanno lanciato bombe guidate al laser da 225 chili nei pressi del capoluogo regionale autonomo del Kurdistan, Erbil. Il presidente Obama aveva annunciato nella tarda serata di giovedì di aver autorizzato il Pentagono a lanciare attacchi aerei mirati in Iraq. Obama aveva aggiunto che le forze armate

Usa hanno già effettuato dei lanci di aiuti umanitari per i membri delle minoranze religiose irachene che hanno un bisogno disperato di acqua e generi alimentari. Il secondo attacco aereo Usa è stato sferrato ieri: il bombardamento, in cui sono morti 20 jihadisti, ha interessato il quartier generale dello Stato islamico nell’area di Khazar, località situata tra la città di Mosul e quella di Erbil.

 Il Comando militare statunitense conferma con una nota che gli attacchi contro lo Stato Islamico sono stati portati con un drone e alcuni caccia nei pressi di Erbil. L’obiettivo è quello di proteggere i Peshmerga che si stanno opponendo agli jihadisti. Ad Erbil ci sono anche il consolato statunitense e un Centro militare congiunto di forze statunitensi e irachene.

 In 5 ore – spiega alla Cnn il Comando militare statunitense – sono stati colpiti 5 obiettivi, inclusi blindati e una postazione per mortai dello Stato Islamico. Tutti gli aerei sono tornati senza danni alle loro basi. 

Nel frattempo emerge in tutta la sua drammaticità   l’orrore seminato nel nord dell’Iraq dallo Stato islamico, che ha ucciso e seppellito in fosse comuni almeno 500 membri della comunità religiosa Yazidi. A darne notizia è il ministero dei Diritti umani iracheno, Mohammed Shia al-Sudani. I miliziani sunniti hanno anche seppellito vive alcune delle vittime, tra le quali donne e bambini. Altre 300 donne sono state fatte schiave. 

«Abbiamo prove certe, ottenute dai membri della comunità Yazidi in fuga da Sinjar, e fotografie che dimostrano inequivocabilmente che i miliziani dello Stato Islamico hanno ucciso almeno 500 yazidi dopo aver conquistato la città», ha detto Sudani in una intervista telefonica. «Alcune delle vittime – ha continuato – compresi donne e bambini, sono state sepolte vive in fosse comuni a Sinjar e nei dintorni». Intanto sono riuscite a fuggire 20.000 delle almeno 40.000 persone appartenenti alla minoranza religiosa intrappolate da giorni sui monti di Sinjar, sotto la minaccia dei jihadisti.

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