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ROMA – Un italiano su tre (33 per cento) quando esce dal ristorante non ha problemi a portarsi a casa gli avanzi con la cosiddetta con “doggy bag” anche se solo il 10 per cento lo fa regolarmente, mentre il 23 per cento solo qualche volta.

E’ quanto emerge dall’indagine indicativa on line condotta dal sito www.coldiretti.it  sui comportamenti durante l’estate dalla quale emerge peraltro che una fetta rilevante della popolazione (24 per cento) quando va a mangiare fuori lascia sulla tavola gli avanzi semplicemente perché si vergogna di chiederli. Solo una percentuale minore del 18 per cento si dice semplicemente non interessato mentre – sottolinea la Coldiretti – ben il 25 per cento degli italiani non lascia alcun avanzo quando va al ristorante o in pizzeria.

La tendenza a finire quanto viene servito a tavola, secondo i saggi suggerimenti del nonni, richiama un passato difficile ma, insieme al diffondersi del sacchetto degli avanzi,  è anche – prosegue la Coldiretti – un segno di maggiore responsabilità degli italiani nei confronti dello spreco di cibo. Un comportamento molto diffuso in altri Paesi a partire dagli Stati Uniti dove sembra che la stessa first lady Michelle Obama non abbia remore a seguirla. E’ forse questo – afferma la Coldiretti – uno degli aspetti positivi della crisi economica in una situazione in cui ogni persona in Italia ha comunque buttato nel bidone della spazzatura ben 76 chili di prodotti alimentari durante l’anno.

E’ anche vero che solo il 36 per cento degli italiani si è recato in ristoranti, trattorie, osterie in vacanza nell’estate 2014 secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’, mentre piu’ diffusa è stata la cucina casalinga e quella al sacco da consumare in spiaggia o durante i brevi spostamenti e le gite che hanno caratterizzato queste vacanze. Inoltre mentre in tempi di “vacche grasse” si ordinava l’antipasto, il primo, il secondo con il contorno e il dolce, oggi – precisa la Coldiretti – la scelta è più motivata e più misurata. Piu’ spesso basta un antipasto e un primo o un antipasto e il secondo o, infine, un antipasto e una pizza per degustare adeguatamente, e senza spendere troppo, le prelibatezze gastronomiche offerte.

Di fronte a questa nuova esigenza – riferisce la Coldiretti – la ristorazione si attrezza e in un numero crescente di esercizi, per evitare imbarazzi, si chiede riservatamente al cliente se desidera portare a casa il cibo o anche le bottiglie di vino non finite e si mettono a disposizione confezioni o vaschette ad hoc.  D’altra parte una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n.29942 della quinta Sezione penale ha dato torto ad un albergatore trentino insultato da un cliente perché avrebbe vietato la “doggy” bag e il riempimento della borraccia, annullando la condanna per ingiurie inflitta dalla Corte di Appello di Trento ad un friulano che era stato denunciato dall’albergatore perché, a fronte del mancato riconoscimento della pretesa di appropriarsi di ciò che costituiva il residuo della consumazione, aveva rimproverato il gestore dell’attività fino a osservare che il “servizio era da schifo”. Una vicenda singolare costruita attraverso tre gradi di giudizio che introduce una conquista importante per tutti i consumatori che, al termine dei pasti consumati in ristoranti e in genere in esercizi di somministrazione aperti al pubblico, possono pretendere di portar via gli avanzi di cibo o di riempire un contenitore di acqua o di vino non bevuti.

Quando vai a mangiare fuori hai mai chiesto di portare via gli avanzi (doggy bag) ?

Si, spesso                                     10 %

Si qualche volta                             23 %

No perchè mi vergogno                  24 %

No non lascio mai avanzi                25 %

No non mi interessano                   18%

Fonte: www.coldiretti.it

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