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Blocco stipendi? Per la prima volta nella storia sciopera Polizia e militari

 

Renzi pronto ad ascoltare, ma niente ricatti

ROMA –  Per la prima volta nella storia sarà  sciopero generale. E’ quanto hanno annunciato dai sindacati di polizia, polizia penitenziaria, corpo forestale, vigili del fuoco e i Cocer (Consiglio centrale di rappresentanza) Interforze (Esercito, Marina, Aeronautica, Guardia di Finanza e Carabinieri).

Insomma, inutile dire che gli annunci del governo non solo non piacciono, ma lasciano intendere che ancora una volta che i cittadini sono vittime dei soliti giochetti perversi, in cui alla fine a rimetterci è il cittadino. 

«Quando abbiamo scelto di servire il Paese, per garantire difesa, sicurezza e soccorso pubblico- si legge in una nota congiunta di sindacati e Cocer- eravamo consci di aver intrapreso una missione votata alla totale dedizione alla Patria e ai suoi cittadini con condizioni difficili per mancanza di mezzi e di risorse. Quello che certamente non credevamo è che chi è stato onorato dal popolo italiano a rappresentare le istituzioni democratiche ai massimi livelli, non avesse nemmeno la riconoscenza per coloro che, per poco più di 1300 euro al mese, sono pronti a sacrificare la propria vita per il Paese».

Sindacati e Cocer annunciano che «qualora nella legge di stabilità sia previsto il rinnovo del blocco del tetto salariale, chiederemo le dimissioni di tutti i capi dei vari corpi e dipartimenti, civili e militari, e dei relativi ministri

poichè non sono stati capaci di rappresentare i sacrifici, la specificità, la professionalità e l’abnegazione del proprio personale».  E poi si legge ancora: «Attueremo, sin da subito- oltre ad una capillare informazione e sensibilizzazione della società civile sui rischi che corre, azioni di protesta su tutti i territori con la denuncia di tutte le disfunzioni, le esposizioni al rischio, sinora accettate nell`interesse supremo del servizio, nonché le scorte e i privilegi che la casta continua a preservare e che, nonostante i roboanti annunci sinora fatti dal governo, ad oggi non sono stati né eliminati né ridotti preferendo, per far quadrare i conti, di penalizzare gli unici soliti noti contribuenti del nostro Paese, i dipendenti pubblici e i pensionati». E – concludono – «insieme alla protesta informeremo i cittadini dell`importanza vitale del nostro servizio e della specificità che contiene portandoci, quotidianamente ad esporci sino al rischio della vita».

Renzi, no ai ricatti

Tempestiva la replica di Matteo Renzi, il quale si dice disposto ad ascoltare e incontrare gli agenti, a patto che non ci siano veti o ricatti da parte di nessuno, anche perchè Palazzo Chigi non ha intenzioni bellicose: «Siamo l’unico Paese al mondo ad avere cinque forze di polizia» e, nonostante ciò, il governo non vuole togliere lo stipendio o il posto di lavoro a nessuno, come sottolinea Renzi conversando con il suo entourage. Aggiungendo, tuttavia, che fare sciopero per avere un aumento di stipendio, con milioni di disoccupati in giro, è «ingiusto».  

 

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