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Jobs Act. Nuove assunzioni contratti crescenti. Si ritocca l’Articolo 18

ROMA – «Per le nuove assunzioni» il governo punta sul «contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all’anzianità di servizio». È quanto prevede l’emendamento presentato dall’esecutivo i commissione Lavoro del Senato all’articolo 4 del ‘Jobs act’ che si occupa del riordino delle forme contrattuali.

Nel testo del governo non viene definito come saranno regolate le tutele crescenti in particolare per quello che riguarda il nodo del licenziamento.  Il testo è stato presentato stamattina in occasione di una riunione di maggioranza cui ha partecipato anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Il sottosegretario Teresa Bellanova ha spiegato che come saranno regolate le tutele crescenti sarà deciso dall’esecutivo nei decreti delegati, dopo

che il Parlamento avrà approvato la legge delega. La commissione voterà la modifica all’articolo 4 nella seduta di domani.   Ma non è tutto. L’emendamento prevede  un «testo organico semplificato delle discipline delle tipologie contrattuali e dei rapporti di lavoro», che di fatto apre a novità sull’articolo 18 introducendo anche due nuovi punti sul demansionamento e controlli a distanza. Si tratta quindi di modifiche a tre articoli dello Statuto dei lavoratori, il 4, 13 e 18. 

Per quanto riguarda i licenziamenti, sarà il governo nei decreti delegati a stabilire se eliminare del tutto il reintegro lasciando il solo indennizzo che aumenta con anzianità di servizio. Con il testo del governo, comunque, le novità varranno per tutti, non solo i giovani al primo contratto ma anche lavoratori che hanno perso il lavoro o che sono stati licenziati. In questo modo l’attuale contratto con l’articolo 18 andrebbe ad

esaurimento. Rispetto ai controlli a distanza, vietati dallo Statuto salvo in alcuni casi per i quali serve l’accordo con i sindacati, l’emedamento del governo al ‘Jobs act’ prevede una «revisione della disciplina dei controlli a distanza, tenendo conto dell’evoluzione tecnologica e contemperando le esigenze produttive ed organizzative dell’impresa con la tutela della dignità e della riservatezza del lavoratore». Rispetto invece al nodo del demansionamento, l’esecutivo sembra orientato a introdurre una flessibilità nelle mansioni. Nel testo si legge che nella delega ci sarà una «revisione della disciplina delle mansioni, contemperando l’interesse dell’impresa all’utile impiego del personale in caso di processi di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale con l’interesse del lavoratore alla tutela del posto di lavoro, della professionalità e delle condizioni di vita, prevedendo limiti alla modifica dell’inquadramento». Infine, come annunciato dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti, il governo introduce l’Agenzia unica per le ispezioni del lavoro.

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