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Bortolussi: “Le cose non stanno come dice Renzi. Alle imprese spettano altri 35 miliardi”

VENEZIA – “Forse i suoi collaboratori non l’hanno informato bene: ma sui dei debiti della Pa le cose, purtroppo per le imprese, non stanno come ha affermato nell’intervista rilasciata nel Tg2. Il problema non è quanti soldi sono stati messi a disposizione, ma conoscere quanti soldi sono stati pagati alle imprese rispetto al debito complessivo accumulato in questi anni dalla Pa nei confronti dei fornitori.” 

Il Segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi, replica al Premier Renzi e contrattacca: “Tra il 2013 e il 2014  gli ultimi Esecutivi hanno messo a disposizione 56,8 miliardi di euro. Al 21 luglio scorso, ultimo dato aggiornato, sono stati pagati 26,1 miliardi. Pertanto, l’incidenza dei pagamenti effettuati sul totale dei soldi messi a disposizione è pari al 46 per cento.

Stando alle affermazioni rilasciate la settimana scorsa dal ministro Padoan, la Pa, dal 21 luglio ad oggi, avrebbe pagato  altri  5/6 miliardi. Se li aggiungiamo ai precedenti, entro il 21 settembre dovrebbero essere stati onorati 32 miliardi di euro circa, ovvero il  56,3%. Delle risorse messe a disposizione.” Ma il problema, fa notare la CGIA, non è quanto la Pa ha pagato sul totale dei soldi messi a disposizione, ma quanti soldi sono stati dati alle aziende sull’ammontare complessivo del debito contratto dallo Stato nei confronti delle imprese.

“E’ questo il nodo da sciogliere – prosegue Bortolussi – Renzi ci può dire a quanto ammonta lo stock del debito ? La verità è che non lo sa lui e nemmeno il ministero dell’Economia. Gli unici che l’hanno stimato sono i ricercatori della Banca d’Italia.

Secondo via Nazionale, infatti, al 31 dicembre 2013 i debiti commerciali in capo all’Amministrazione pubblica ammontano a poco  più di 75 miliardi di euro. Se a questo importo togliamo 8,4 miliardi di euro  che l’anno scorso sono stati ceduti agli intermediari finanziari attraverso la clausola del pro soluto, vale a dire crediti che le imprese hanno ceduto alle banche, lo stock dovrebbe essere pari a 66,6 miliardi di euro. Se da questi ultimi storniamo i 32 miliardi che presumibilmente la Pa ha pagato entro il 21 settembre, le imprese ne avanzano altri 35 circa”.

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