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Renzi alla direzione Pd e da Cgil, Cisl e Uil. Rischio rottura

Il premier a Che tempo che fa: Scriviamo le regole del lavoro per i prossimi 30 anni”

ROMA – Dopo lo scambio di battute tra Matteo Renzi e i sindacati sull’articolo 18, domani sarà un giorno decisivo. Infatti il premier parteciperà a due riunioni che in qualche modo sanciranno o meno l’unità del partito democratico. La prima è quella alla direzione del partito, mentre la seconda è quella della segreteria unitaria di Cgil, Cisl e Uil.  Insomma, due  temi caldi da affrontare, quello dell’articolo 18 e quello degli ammortizzatori sociali in due incontri ad alta tensione, specie quello con le organizzazioni sindacali. Oggi Susanna Camusso ha rincarato la dose:   «Abbiamo registrato che il governo non pensa di avere relazioni con le organizzazioni sindacali» . E poi: “Da Confindustria Renzi riceve documenti e ne recepisce i suggerimenti”.

Parole che lasciano percepire il clima rovente. Non è da meno quello che si percepisce all’interno del Pd, dove i gruppi minoritari non intendono piegarsi sull’articolo 18.  Vento gelido arriva dai bersaniani, ma non è da meno quello che arriva da Pippo Civati a Stefano Fassina passando per i cuperliani. Perfino D’Alema ha tuonato contro il segretario: «L’unica vecchia guardia con cui Renzi interloquisce è quella rappresentata dal centrodestra di Berlusconi e Verdini», ha detto.

Nel frattempo Renzi va ospite a Che tempo che fa da Fabio Fazio e lancia la sua linea. Sulle riforme istituzionali e sulla nuova legge elettorale «bisogna fare veloci, le regole si scrivono insieme», ma dopo l’accordo raggiunto con Berlusconi «FI non può girarci intorno. O Berlusconi ci sta o non si va da nessuna parte»,afferma il presidente del Consiglio.

E poi. “Il governo  scriverà le nuove regole del lavoro per i prossimi 30 anni –  precisa – con il superamento dell’articolo 18, ma anche dei vari contratti co.co.co. e la costruzione di  un mercato libero e flessibile”. E ripete: “L’art.18 è soltanto una tutela ideologica. Secondo Renzi: «Per 20 anni c’è una generazione di persone che ci ha raccontato cos’è la sinistra disinteressandosi della realtà delle persone. “Il mio obiettivo non è far contento d’Alema ma la mamma che non ha diritto ala maternità. E questa non viene difesa l’art.18». Il premier ha rilevato: «Capisco che parte della sinistra è affezionata alla memoria, ma la memoria senza speranza è un museo delle cere. La mediazione non si fa tra maggioranza e minoranza del Pd, ma con i lavoratori. Devo trovare una risposta che aiuti i lavoratori a uscire dalla crisi. Conservare le regole attuali non è la soluzione». Renzi ha fatto notare che l’unica ‘aziendà che ha più di 15 dipendenti in cui non vale l’art.18

è il «sindacato». Chi perde il lavoro deve essere indennizzato, preso in carico dallo Stato con corsi di aggiornamento e poi inserirsi in un nuovo lavoro. 

 

 

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