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“Stelvio. Crocevia della pace”. Il più assordante silenzio mai ascoltato. Recensione. Trailer

Il più assordante silenzio mai ascoltato. Questo è lo Stelvio

Sono entrato in sala convinto di assistere alla proiezione di un documentario su un luogo alpino e invece sono stato inghiottito da una bellezza maestosa e irreale, raccontata attraverso le suggestive immagini di Alessandro Melazzini, ideatore, produttore e regista di questo straordinario lungometraggio.

Lo Stelvio satura ogni senso, parla direttamente all’anima anche a chi, come me, non lo ha mai visitato. 

Il documentario si apre con cinque minuti di riprese in completa quiete, solo il fruscio del vento e lui, lo Stelvio. Si rimane interdetti e incantati. Sensazioni che si ritrovano negli sguardi e nelle parole dei coprotagonisti come Mario Pasinetti, portiere dell’hotel Pirovano, guida alpina e rinvenitore di oggetti e resti della prima Guerra Mondiale. L’inquadratura indugia sul suo volto e i suoi occhi carichi di quelle cime innevate, di quelle valli così perfette da sembrare irreali. Le sue parole ricordano i soldati che non hanno mai lasciato quei luoghi, ma nessuna foto o documento d’epoca, solo un veloce passaggio al Museo Storico Carlo Donegani. Una scelta del regista il quale, in conferenza stampa dice: “I miei documentari vogliono essere la fotografia del presente, mai dimenticando il passato ma solo attraverso delle parole di alcune persone, come Mario.”

E lo Stelvio viene raccontato da alcuni personaggi unici come Lorenz, l’artista-sciamano oppure Arturo “Pompa” Quintavalla il meccanico, inventore e aviatore incontrato per caso dal regista e diventato poi uno dei protagonisti del documentario. Pompa ha brevettato strumenti di salvataggio alpino testati sui ghiacciaio dello Stelvio. C’è anche la storia di Claudia, guardia forestale, Gustav Thoni e Deborah Compagnoni ex sciatori olimpici e Renato albergatore innamorato dei silenzi di queste cime.

Gran lavoro anche per il direttore della fotografia Alessandro Soetje. “ Gli scenari che si sono aperti davanti ai miei occhi così aspri e immensi da ricordare la concezione schopenhaueriana del sublime, mi hanno colpito profondamente. La mutevolezza del paesaggio è impressionante. La montagna è solo apparentemente sempre uguale a se stessa. In realtà è in continuo cambiamento e non smette mai di sorprenderti, di offrirti una nuova luce, un nuovo scenario, un nuovo colore.”

Il documentario è stato prodotto dalla Banca Popolare di Sondrio. “Un’iniziativa – dice un rappresentante dell’istituto bancario – che parla della nostra terra per noi la montagna non divide, ma unisce. Sullo Stelvio, c’è un centro spirituale, c’è Pirovano l’università dello sci di montagna e c’è anche lo sportello bancario più alto del mondo, il nostro.”

Terminata la proiezione, lo Stelvio lascia traccia di sé nel cuore e nella memoria. Rimane una nota nostalgica e la necessità di visitarlo, di provarne i sapori e i profumi e soprattutto i profondi silenzi.

GENERE: Documentario

ANNO: 2014

REGIA E SCENEGGIATURA:   Alessandro Melazzini

PRODUZIONE: Alpenway Media ProductionGmbH con il sostegno della Banca Popolare di Sondrio

PAESE: Germania e Italia 

Stelvio. Crocevia della Pace – trailer

 

 

 

 

  

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