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Alfano, no a registrazioni nozze gay. Rivolta dei sindaci

ROMA – La circolare diramata oggi dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano, a tutti i prefetti del Paese, relativa alle registrazioni delle nozze gay, ha suscitato non poche polemiche. Alfano ha riportato il testo della circolare anche su Facebook.

Prima di inviarla, questa mattina ai microfoni di «Non Stop News» su RTL 102.5, Alfano aveva dichiarato: «A ogni evidenza le direttive che sono state date con provvedimenti dei sindaci, che prescrivono agli ufficiali di Stato civile di provvedere alla trascrizione dei matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso non sono conformi alle leggi italiane». Spiegando poi  «non è possibile che ci si sposi tra persone dello stesso sesso, quindi se ci si sposa tra persone dello stesso sesso, quei matrimoni non possono essere trascritti nei registri dello stato civile italiano, per il semplice motivo che non è consentito dalla legge. Anzi, ne approfitto per annunciare che io proprio questa mattina firmerò una circolare che invierò ai prefetti della Repubblica italiana e con la quale dirò esattamente quello che ho detto a voi».

La decisione del ministro ha provocato non pochi malumori tra i sindaci, molti dei quali hanno dichiarato espressamente il loro dissenso, visto anche che alcuni avevano già adottato il provvedimento per il quale si sono potute registrare le nozze gay contratte all’estero.

A Bologna il prefetto Ennio Sodano e il sindaco Virginio Merola sono arrivati allo scontro. Il primo ha infatti scritto alla giunta comunale per chiedere di annullare la direttiva del 30 giugno, che dava il via libera alla registrazione delle nozze tra omosessuali contratte all’estero.  Dal canto suo Merola ha optato invece per la disobbedienza. «Se vogliono annullare il provvedimento lo facciano loro. Io non lo faccio. Io non obbedisco». Così Merola che annunciato che leggerà quella «stupida circolare» con la quale «annulleranno l’atto e si prenderanno le loro responsabilità», aggiungendo « io sono il sindaco di questa città e non sfratto i sentimenti». «Rispondere con circolari a questioni che riguardano la vita concreta di tante persone non è solo burocratico, è tragicomico», ha dichiarato Merola aggiungendo ancora  «quali sono motivi di ordine pubblico, che impediscono le trascrizioni» dei matrimoni gay contratti all’estero? «Nessuno». Per tutte queste ragioni, «non posso accettare che lo Stato nazionalizzi in senso discriminatorio e anti-europeo i diritti civili».

Il M5S in relazione alla circolare di Alfano ha dichiarato la sua contrarietà, poiché la circolare andrebbe  di fatto contro il diritto comunitario e la giurisprudenza italiana, rischiando di creare contenziosi giuridici e conflitti tra sindaci e prefetti.

Federico Pizzarotti, sindaco di Parma. scrive su Facebook: «Io sto dalla parte dei sindaci e contro Alfano, che chiede ai prefetti la cancellazione delle trascrizioni finora fatte di nozze celebrate all’estero tra persone dello stesso sesso. Anche se sono azioni simboliche, il gesto del sindaco di Bologna è un gesto di civiltà che l’Europa ormai riconosce. I Comuni si facciano promotori, ma spetta al Parlamento adeguarsi alla civiltà dell’Europa».

Il Comune di Napoli ha annunciato intanto che “ricorrerà nelle sedi giudiziarie competenti” contro la circolare del ministro Alfano. Il sindaco di Udine, Furio Honsell, è convinto che una questione come questa non vada risolta “con circolari burocratiche, ma deve essere portata in parlamento o davanti alla Corte costituzionale”.

Anche Matteo Salvini,  leader della Lega Nord ai microfoni di Radio Montecarlo ha dichiarato che ormai “Angelino Alfano è arrivato alla frutta”. Roberto Saviano su un tweet scrive «Il ministro Alfano non impedisca a un diritto di compiersi, non si renda complice di oscurantismo».

Infine anche la replica di Matteo Orfini, presidente del Partito democratico, che su twitter scrive: “Caro Angelino Alfano, invece di annullare le trascrizioni dei matrimoni gay preoccupiamoci di renderli possibili anche in Italia”

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