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“The Judge”. Prova da Oscar per Rober Downey Junior. Recensione. Trailer

ROMA – “The Judge” di David Dobkin, già dal titolo sembrerebbe trattarsi della solita storia di un giudice, di un processo: l’ennesimo “legal drama” a stelle strisce.  Ma, non è proprio così: non stiamo assistendo a un’altra versione di “ A Civil Action” con un Duvall ancora dalla folta capigliatura, ma di un dramma familiare, dei più perniciosi. 

È la storia di Hank Palmer, un avvocato penalista di Chicago che ritorna nella sua città natale, a Carlinville, nell’Indiana, per il funerale di sua madre. Ed è lì che lo attende l’incontro con suo padre Joseph: un severo giudice, con cui non parla da anni. Un contrasto inconciliabile originatosi nei turbolenti anni della sua adolescenza, tra alcool e sregolatezza. Freddo anche il rapporto con i fratelli: il primogenito Glen, una ex promessa del baseball e Dale, un ingenuo ritardato.  Entrambi rimasti in Indiana. Subito dopo la messe funebre, Hank si prepara a partire, ma un imprevisto lo intrappolerà lì, senza poter sfuggire ai fantasmi del passato. Un’accusa di omicidio pende sulla testa del giudice e dovrà essere lui a difenderlo in tribunale e a sbrogliare i fili di un caso complicato e misterioso. Una permanenza forzata che costringerà padre e figlio a un confronto schietto e sincero, non privo di accesi conflitti.

Robert Downey Junior si toglie gli abiti da supereroe e torna sulla terra, per calarsi in un personaggio complicato: una maschera di presunzione e superbia che cela un animo sensibile e bisognoso d’amore. Un fanciullo mai cresciuto che finalmente affronterà le sue più intime insicurezze per uscirne più maturo e consapevole. Una prova da Oscar per l’attore di “Ironman”, che dimostra di saper rappresentare un’ampia gamma di sfumature emotive, senza l’ausilio degli effetti speciali. Sempre eccellente Robert Duvall, che veste alla perfezione i panni dell’anziano giudice, più propenso ad andare in carcere, piuttosto che perdere il proprio onore nella sua comunità. Avvincente il dialogo finale tra padre e figlio, che contrassegna la resa e la tanto ricercata approvazione. Un film imperdibile, malgrado qualche lacuna dal lato della sceneggiatura: dispersiva e prolissa in più punti. Una buona prova per Dobkin, che passa dalla commedia brillante di “Cambio Vita” al dramma di “The Judge”, con assoluta disinvoltura.

The Judge (141’), al cinema dal 23 ottobre

di David Dobkin

Con Robert Downey Jr., Robert Duvall, Vera Farmiga, Billy Bob Thornton

Distribuito da Warner Bros Pictures Italia

The Judge – trailer

 

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