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Fripp & Eno: musica per il futuro

Nel 1973 esce “No Pussyfooting”, primo straordinario album della loro collaborazione

“Io non vivo nel passato. Ho sempre voglia di fare qualcosa di nuovo.  Faccio sempre un punto della situazione cercando di dimenticare ciò che ho già fatto e fare le cose nuove che ho in mente”

(Brian Eno)

Due sperimentatori filosofi

Negli anni ’60 il rock s’impose come la ‘colonna sonora’ dei giovani che mettevano in discussione la società dei loro padri. Beatles, Rolling Stone, Who, Bob Dylan e Lou Reed sono stati alcuni tra i principali protagonisti di quel movimento musicale di rottura che ebbe il suo apice creativo e sociale in Woodstock. Nel decennio successivo il rock allargò ed espanse i suoi orizzonti sonori e concettuali. In questo contesto le figure atipiche ed eclettiche del chitarrista Robert Fripp e del ‘mago’ dell’elettronica Brian Eno unirono la loro ricerca producendo una serie di dischi che hanno rivoluzionato l’avanguardia, la musica elettronica, lo sperimentalismo e il minimalismo.

Robert Fripp, classe 1946, chitarrista, compositore e polistrumentista fondò nel 1969 i King Crimson, una band che cercò di ampliare il linguaggio del rock con una serie di contaminazione che andavano dalla classica, al jazz, sino alla musica colta contemporanea. Questo gruppo, molto amato e apprezzato dalla critica specializzata, non incontrò mai i favori del grosso pubblico anche per l’estrema complessità delle musiche e per la cronica instabilità della formazione. L’inizio della collaborazione con Brian Eno si concretizzò proprio quando Fripp aveva messo fine al primo periodo dei King Crimson, dopo la pubblicazione del meraviglioso “Islands”. Mentre stava cercando nuovi musicisti con cui rifondare la band, fu profondamente incuriosito da un altro musicista eclettico, colto e atipico che aveva sperimentato in maniera originale l’uso dei primi sintetizzatori analogici come Ems Vcs-3 e il Mini Moog.

Brian Eno, classe 1948, ebbe come formazione lo studio e della musica contemporanea dell’epoca, quella di John Cage, LaMonte Young, Terry Riley, John Tilbury e Cornelius Cardew. Nel 1969 lavorò a Londra come tecnico multimediale e grafico, e poco dopo un casuale incontro in metropolitana con il sassofonista Andy Mackay, nacque verso la fine del 1971 il sodalizio con il gruppo glam e art rock Roxy Music di Bryan Ferry e Phil Manzanera. Nel 1972 Fripp ed Eno si incontrano per mettere a punto un album che sarà innovativo e rivoluzionario.

“No Pussyfooting”, musica da camera elettronica

Per la registrazione dell’album, Brian Eno invitò Robert Fripp nello studio di registrazione che aveva allestito nella sua casa londinese nel settembre del 1972. In quel periodo il chitarrista aveva ideato un nuovo modo filtrare i suoni della sua Gibson Les Paul attraverso una vasta serie di effetti elettronici, pedali e amplificatori. La sostanza dell’intera opera risiede nella tecnica di registrazione, ideata nel 1963 da Terry Riley, e da questi definita come “time-lag accumulator” (accumulatore di ritardo). Tra le sue più celebri applicazioni sono A Rainbow in “Curved Air e Poppy Nogood and the Phantom Band”. Questa tecnica può essere illustrata nel seguente modo: il segnale (in questo caso il suono della chitarra suonata da Fripp) è inviato ad un registratore a bobina Revox, che lo incide una prima volta; il nastro appena registrato passa in tempo reale su un secondo Revox, che si limita a leggerlo e a rimandare il segnale al primo. L’effetto all’ascolto è che ogni nota suonata è ripetuta diverse volte a distanza di qualche secondo, come in una eco molto lenta. Man mano che nuove note sono suonate, esse si sommano all’ascolto a quelle precedenti in una sorta di sovraincisione all’infinito, limitata soltanto dal fatto che – ad ogni passaggio – le note “più vecchie” perdono volume a vantaggio delle “nuove”.  Si tratta in definitiva di una vera e propria rivoluzione del linguaggio della musica e nel modo di comporre e incidere brani assolutamente improvvisati. La due suite che compongono l’album furono registrate in soli tre giorni: l’otto settembre del 1972 e il 4 e il 5 agosto del 1973. Nella lunga pausa Robert Fripp aveva ricomposto i King Crimson con David Cross, John Wetton, Jamie Muir e Bill Bruford.

In “No pussyfooting” la chitarra elettrica di Fripp espande i suoni all’infinito e improvvisa sui tappeti elettronici delle tastiere di Brian Eno. E’ una musica che va oltre l’esperienza dei Tangerine Dream e dei Kraftwerk, ovvero l’avanguardia tedesca che si era imposta tra le fine degli anni ’60 e i primi anni del decennio successivo. Robert Fripp e Brian Eno hanno composto un quadro astratto di Mark Rothko con affascinanti e originalissimi suoni, una sorta di sinfonia di musica classica contemporanea per chitarra e sintetizzatori senza confini, senza barriere, in totale apertura musicale, concettuale e spirituale.

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