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Restauro per Nuovo Cinema Paradiso

Venticinque anni dopo l’Oscar nuova versione digitale del film di Tornatore

L’arte e la cultura rimandano ad un concetto di bellezza che serve a fornire all’uomo strumenti migliori per la convivenza sociale e civile”

(Giuseppe Tornatore)

Giuseppe Tornatore prima di vincere il Premio Oscar e diventare improvvisamente uno dei registi più famosi e amati era quasi ‘sconosciuto’ ai più.  Il regista siciliano all’epoca era un timido e riservato uomo di 34 anni, legatissimo alla sua terra e profondamente appassionato della settima arte. Aveva la sua carriera avvicinandosi alla fotografia e poi al documentario con una serie di lavori dedicati alla Sicilia e ai suoi intellettuali come Pirandello e Sciascia.

Quando si aggiudicò l’ambito riconoscimento a Hollywood aveva alle spalle un solo film, “Il Camorrista”, che aveva avuto un discreto successo di pubblico e varie polemiche sulla rappresentazione del boss Raffaele Cutolo. Nessuno si aspettava un simile successo con l’opera successiva che quando uscì nelle sale fu un autentico flop. A questo punto il produttore Franco Cristaldi convinse il giovane regista a ritirare il film dalle sale per tagliare la durata eccessiva della pellicola. Il consiglio di Cristaldi fu vincente. Ridistribuito nelle sale fu un grande successo e vinse il Gran Premio alla Giuria al Festival di Cannes. Poi arrivò la grande notizia che il film di Tornatore era stato prescelto per gli Oscar. Dopo il Golden Globe, nel 1990 trionfò ad Hollywood. Tornatore aveva commosso tutti con una storia che era un vero e proprio atto d’amore verso la settima arte. 

Nuovo Cinema Paradiso, a un quarto di secolo dalla statuetta dorata, è capace ancora di emozionare il pubblico statunitense. L’occasione per tornare ad apprezzare l’opera più amata di Giuseppe Tornatore è arrivata grazie al restauro digitale, ad opera dell’Istituto Luce Cinecittà e di Dolce & Gabbana della pellicola del cineasta di Bagheria. La proiezione è stata un’anteprima del festival Cinema Italian Style che ogni anno a novembre porta il nostro cinema a Los Angeles e presenta al pubblico americano il film italiano candidato all’Oscar.

Quest’anno sarà “Il Capitale Umano”, di Paolo Virzì, che debutta negli Usa, ma oggi il protagonista è stato Giuseppe Tornatore: “La gente mi ferma ancora per strada a parlarmi di Nuovo Cinema Paradiso – dice il regista – ricevo lettere, messaggi, articoli, inviti a presenziare alle proiezioni. Studenti se ne occupano per i loro saggi e le tesi di lauree…Quella febbre che si vive nel momento in cui una pellicola comincia la sua vita nelle sale cinematografiche non si è ancora placata. La meravigliosa avventura a Hollywood in occasione dell’Oscar per il miglior film straniero, il premio al Festival di Cannes, il Golden Globe, il Bafta, tutti gli altri premi e i festival internazionali in cui il film è stato presentato, sono bellissime sensazioni appena vissute… Improvvisamente però mi chiamano gli amici dell’ Istituto Luce Cinecittà, per dirmi che hanno deciso di restaurare Nuovo Cinema Paradiso. Che succede? Non mi tornano i conti. Per carità ringrazio tutti per l’attenzione, l’impegno, la bella iniziativa. Ma se il film è appena uscito, perché restaurarlo? Sono davvero molto sorpreso, smarrito, come in un sogno, o dentro un effetto speciale. Ma mi fanno notare che sono passati 25 anni… Venticinque? Scherziamo. Non è assolutamente possibile. Suppongo si tratti di un errore di calcolo”.

Nessun errore invece, sono proprio passati 25 anni e il film dopo tanto tempo aveva bisogno di una spolverata. Le operazioni di restauro hanno richiesto sei mesi di tempo e sono state effettuate presso il laboratorio l’Immagine Ritrovata di Bologna, seguite personalmente da Giuseppe Tornatore e dal direttore della fotografia Blasco Giurato, che hanno corretto le imperfezioni ad immagini e suono che il tempo aveva inevitabilmente procurato alla pellicola. Il risultato è eccellente e ha emozionato i tanti professionisti del cinema presenti in sala: il celebre attore e regista Danny DeVito, per esempio, che ha presentato Tornatore e ha raccontato la sua italianità: “Anche io nel mio paesino del New Jersey dove sono nato c’era una sola sala cinematografica e – dice DeVito – mi sono ritrovato nel piccolo Totò. Anche io spesso non avevo i soldi per entrare al cinema dalla porta principale”. Non è l’unico e la conferma arriva dallo stesso Tornatore. “Quella raccontata in Nuovo Cinema Paradiso mi sembrava una storia personale. Raccontavo la mia storia, ma dopo l’Oscar ho girato il mondo per promuovere il film e ovunque ho trovato qualcuno che mi diceva: ‘E’ la storia della mia vita’. Il mondo è pieno di piccoli Totò”.

Ad applaudire Tornatore c’erano anche celebrità del cinema come Nastassja Kinski e la moglie della rock star italiana più celebre nel mondo come Eros Ramazzotti, Marica Pellegrinelli. L’edizione 2014 di Cinema Italian Style, prodotto da Luce Cinecittà e dall’American Cinematheque, proseguirà sino al 18 novembre a Los Angeles. Il Festival quest’anno sarà dedicato al leggendario produttore Franco Cristaldi oltre che al capolavoro di Tornatore.

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