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Ast. Incontro al ministero, ‘clima più disteso’, ma lavoratori ancora col fiato sospeso

Governo e sindacati d’accordo sul mantenimento dell’attuale capacità produttiva, rimane il nodo esuberi. Vertenza in sospeso fino al prossimo incontro di martedì 

ROMA – Si è svolto oggi l’incontro al ministero dello Sviluppo economico tra governo, sindacati e azienda per lo sblocco della vertenza Ast di Terni. Lo sciopero dei lavoratori prosegue ad oltranza, almeno fino a mercoledì prossimo, tuttavia le voci che si rincorrono sono quelle di un clima più disteso durante la trattativa, con la fiducia di una possibile chiusura positiva della vertenza.

La riunione è stata presieduta dal ministro Federica Guidi, hanno preso parte tra gli altri i rappresentanti di Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm, Ugl Metalmeccanici e Fismic, l’amministratore delegato di Ast, Lucia Morselli, la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini e il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo. 

Nonostante il clima apparentemente ‘più disteso’,  in realtà almeno per il momento, non sono stati presi degli impegni, per cui solo nel prossimo incontro di martedì, quando riprenderanno le trattative, si potrebbero finalmente cominciare a delineare degli scenari più concreti per i lavoratori della Ast.

I sindacati si dicono fiduciosi in particolare rispetto alla posizione assunta oggi dal governo, che ha chiesto all’azienda garanzie produttive che vadano oltre i 18 mesi, sui quali si era impegnata e che avevano portato quasi alla rottura nei giorni scorsi. Il governo avrebbe infatti respinto l’impostazione della Ast di un piano industriale quadriennale suddiviso in due fasi, in cui dopo una verifica della domanda, si potrebbe aprire lo scenario di un forte ridimensionamento dell’impianto, con la chiusura di uno dei due cicli a caldo.

Dunque almeno su questo aspetto ci sarebbe una convergenza di intenti tra governo e sigle sindacali, compresa la Fiom. Certo è che il nodo fondamentale della vertenza rimane quindi la questione produttiva. Ad essa infatti si lega indissolubilmente anche il problema occupazionale. L’Ast aveva individuato 290 esuberi su 2400 dipendenti. Attualmente 150 lavoratori hanno lasciato l’azienda usufruendo di un incentivo, per cui il problema riguarderebbe i restanti 140. Per i sindacati il numero dovrebbe scendere ancora di 50 unità, utilizzando contratti di solidarietà e la mobilità volontaria, con la possibilità di riprendere il lavoro in caso di aumento delle attività commerciali. E’ evidente però che se l’azienda non mantenesse l’attuale assetto produttivo con entrambi i forni attivi, le ricadute sull’occupazione sarebbero inevitabili. L’Ast smentisce questa eventualità, asserendo che, anche in caso di dimezzamento della capacità produttiva, il livello occupazionale verrebbe comunque mantenuto. 

Insomma la vertenza è ancora tutta da scrivere visti gli scenari poco chiari e i nodi ancora da sciogliere. Intanto lunedi ci sarà un incontro a Monaco tra sindacati e board Thyssen, martedì mattina invece una nuova riunione al Mise e infine mercoledì le assemblee degli operai di Terni, fino ad allora i lavoratori ancora con il fiato sospeso. 

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