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La “Citta della Musica” ricorda Fabrizio De André

Le canzoni del celebre cantautore genovese come colonna sonoradel documentario “Faber in Sardegna”

Questo nostro mondo è diviso in vincitori e vinti, 

dove i primi sono tre e i secondi tre miliardi. 

Come si può essere ottimisti?

(Fabrizio De André)

Quando si parla di cantautori il suo nome scatta immediatamente al primo posto di una lunga e gloriosa lista di artisti che hanno nobilitato e fatto grande questo patrimonio del nostro Paese. Fabrizio De André, scomparso 15 anni fa ha lasciato un vuoto immenso, incolmabile nel panorama europeo della canzone d’autore. Alcuni suoi brani si studiano nelle scuole per il mirabile tentativo del musicista-compositore di trasferire il linguaggio della poesia nella musica. Influenzato da artisti come Georges Brassens e Bob Dylan e da filosofi come Max Steiner e Michail Bakukin, nel corso della sua carriera (1961-1999) ha raccontato con originalità e sensibilità il mondo dei deboli, degli ultimi, degli emarginati, dei vinti contro l’arroganza e la feroce disumanità del potere. Figura caratteriale molto complessa, timido, riservato e fragile, ha avuto soprattutto all’inizio della sua attività professionale, una grande paura nell’affrontare il pubblico e suonare dal vivo. Ha pubblicato tredici album, fra cui alcune opere di grande impatto poetico e musicale come “Tutti morimmo a stento”, “La buona novella”, “Non al denaro, non all’amore né al cielo”, “Storia di un impiegato” e “Creuza de ma” che hanno rivoluzionato il linguaggio e la portata storico-culturale dei cantautori. Con Domenico Modugno, Gino Paoli, Umberto Bindi e Luigi Tenco, è considerato uno dei più significativi e importanti artisti italiani dello scorso secolo. Proprio per celebrare questo grande personaggio presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma si è svolta la proiezione di “Faber in Sardegna”, un documentario dedicato a Fabrizio De André diretto da Gianfranco Cabiddu.

L’iniziativa è accompagnata da un omaggio al cantautore con Dori Ghezzi, Cristiano De André, Paolo Fresu, Danilo Rea, Rita Marcotulli e Maria Pia De Vito. “Faber in Sardegna” è un documentario musicale prodotto da Clipper Media in collaborazione con Rai Cinema e realizzato con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission per raccontare il complesso rapporto tra Fabrizio De André e un luogo speciale come l’Agnata (Tempio Pausania) e la Sardegna, con i suoi suoni, le musiche, la sua lingua. Un film musicale che alterna passato e presente. Il passato evocato dalle rare e suggestive immagini d’archivio che lo ritraggono all’Agnata, fotografie e spezzoni di filmati familiari, testimonianze che raccontano un De André privato, intimo e mettono in luce la vita di un uomo che, smessi i panni dell artista conosciuto da tutti, indossa quelli dell’allevatore e del contadino; il presente che va oltre il tempo concentrandosi sulla sua musica, suonata oggi dai tanti musicisti che ogni anno all’Agnata danno vita a concerti unplugged, che hanno il sapore di un ritrovarsi tra amici per il piacere di cantare insieme le sue canzoni. Tra le interviste, varie personalità della cultura, tra cui l’architetto Renzo Piano e della musica e molti amici sardi del cantautore genovese. Molti inoltre i musicisti che fanno un omaggio dal vivo a De André, ripresi durante i vari concerti nella splendida cornice dell’Agnata: tra questi il trombettista Paolo Fresu, il pianista Danilo Rea, il cantautore Gianmaria Testa, l’attrice Lella Costa, la cantante Maria Pia De Vito, la pianista Rita Marcotulli e il figlio più grande Cristiano De André.

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