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Teatro Spazio 1. Amore mio aiutami, un riadattamento audace perfettamente riuscito

ROMA – Riadattare un soggetto cinematografico per il teatro è già una bella sfida, farlo con la commedia all’italiana per eccellenza è però qualcosa di molto audace.

Che è però riuscito egregiamente a Claudia Genolini e Francesca Bellucci, che hanno preso un soggetto di Rodolfo Sonego e l’hanno adattato per il teatro. Il film è uno dei più celebri del nostro cinema: “Amore mio aiutami” di Alberto Sordi, uscito nel 1969 con lo stesso Sordi e una splendida Monica Vitti protagonisti di una storia piccolo-borghese di amore e tradimento, verità e bugie. Per osservare questo piccolo capolavoro si può andare allo storico Teatro Spazio Uno di Roma, situato nel cuore di Trastevere – Vicolo dei Panieri 3 – fino al 15 febbraio. A proporlo è la compagnia Freaky Lab, tutta composta da giovani under 30, dalla regista dello spettacolo, Claudia Genolini, alle attrici Francesca Bellucci, Luisa Belviso e Ludovica Di Donato. Sul palco nei panni della protagonista Raffaella, c’è la bravissima Francesca Bellucci, sensuale e ingenua moglie di Giovanni, interpretato da uno Stefano Skalkotos in ottima forma e perfettamente a suo agio in questa parte non semplice. Con loro anche Luisa Belviso, Matteo Cirillo e Salvatore Catanese, tutti e tre giovani ma di già evidente esperienza. La storia è nota, almeno per gli appassionati di commedia all’italiana. Raffaella e Giovanni sono una coppia borghese alle prese con una vita quotidiana fatta di parenti, amici e via dicendo. Insomma le solite cose. Ma tutto in un contesto caratterizzato da una, finta, grande apertura mentale. Parlando di eventuali problemi coniugali Giovanni dice che “bisogna dirsi tutto” e che le storie possono anche finire. Lei a questo punto coglie la palla al balzo per dire al marito che, effettivamente, lei si è innamorata di un altro. Lui cerca, senza riuscirci molto, di reagire con compostezza, con disinvoltura e dopo una comprensibile sorpresa iniziale, anche con un ragionamento. Ma le cose sono destinate a precipitare e dopo un primo tentativo di convincere il “lui” in questione, ignaro di tutto, di evitare di incontrarla, Giovanni rassegnato torna dall’affascinante medico, causa della sbandata di Raffaella, convincendolo questa volta ad occuparsi di lei. Degno di nota il ritmo della storia, quasi cinematografico, che grazie alle luci e alle scenografie propone allo spettatore una visione cinematografica di un teatro sicuramente di qualità. La regista, poi, ha saputo riprendere in pieno il dramma dell’incapacità a gestire gli imprevisti della vita della coppia e al riso ha alternato il pianto di sapere che nulla, nella vita come al teatro, è dato una volta per tutte.

LE FOTO
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