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“Physical Graffiti, il capolavoro dei Led Zeppelin

In occasione del quarantennale Jimmy Page annuncia l’uscita rimasterizzata del doppio album con sette inediti per il 24 febbraio

“Dopo tour lunghissimi avevo tempo a disposizione e alcune canzoni pronte con suoni e orchestrazioni già in testa dovevamo registrare lì dove avevamo trovato il nostro suono con il quarto album” (Jimmy Page)

Esattamente quarant’anni fa usciva “Physical Graffiti”, il doppio album dei Led Zeppelin che segnò l’ennesimo punto di svolta della celebre rock band britannica. Nelle quattro facciate i page, plant, jones e Bonham approfondirono e ampliarono il discorso acustico, elettrico e folk che aveva avuto inizio con il terzo album e proseguito con il quarto lavoro. Caratterizzato anche da una splendida e originale copertina (un edificio di fine ottocento nell’East Village di New York), il doppio album chiude la prima parte della carriera dei Led Zeppelin, quella in cui la band capitanata da Jimmy Page aveva espresso al meglio il concetto di un rock-blues aperto alle più disparate influenze musicali come il folk, il progressive e il country. A distanza di quarant’anni Jimmy Page e John Paul Jones, rispettivamente chitarrista e bassista-tastierista dei Led Zeppelin, hanno annunciato per il 24 febbraio la pubblicazione di “Physical Graffiti”, in una versione rimasterizzata e con ben sette brani inediti. Per l’occasione il leader della rock band per eccellenza, ha organizzato una conferenza stampa all’interno dei celeberrimi Olympic Studios di Londra, dove venne registrato il loro doppio album. “Ci troviamo nella stanza dove abbiamo registrato il primo album, negli studi dove abbiamo realizzato le sovraincisioni di ‘Physical Graffiti’ – ha detto Page introducendo l’evento – qui è dove abbiamo fatto la nostra storia”. Il momento più atteso è quello dell’ascolto delle sette tracce inedite, versioni iniziali o alternative di altrettante canzoni del disco: fra queste spiccano ‘Stick Again’, molto più heavy con meno sovraincisioni e un’intro diversa rispetto alla versione finale (“Eravamo solo io e John Paul Jones a registrarla”, spiega Page), ed ‘Everybody Makes It Through’, che della definitiva’In The Light’ mantiene la melodia ma con uno stile molto differente (“Uno schizzo preparatorio con un carattere diverso”).

Quando fu pubblicato “Physical Graffiti”, nel febbraio del 1975, i Led Zeppelin si esibirono in cinque memorabili show all’Earl Court Exhibition Hall di Londra e furono la prima rock band ad impiegare i laser per strabilianti effetti scenici.

Questo fu anche il primo album in cui emerse il grande talento di arrangiatore e di tastierista di John Paul Jones. Nel doppio album suona oltre al basso e al mandolino, un gran numero di tastiere tra cui l’organo Hammond, il clavinet, il piano elettrico, i sintetizzatori Arp e mini moog e il mellotron. “Physical Graffiti” fu uno dei più grandi successi dei Led Zeppelin. Raggiunse il primo posto negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Canada, il secondo posto in Australia, Austria, Francia e Spagna, il terzo posto in Nuova Zelanda e il quarto posto in Norvegia. Ha ottenuto ben 21 dischi di platino e due d’oro per complessivi 15 milioni di copie in tutto il mondo.

Al termine dell’evento Jimmy Page ha dichiarato che il progetto di riedizioni continuerà con gli ultimi tre album, “Presence” (1976), “In Through The Out Door” (1979) e “Coda” (1982): “Siamo al giro di boa delle nostre riedizioni, arriveranno delle belle sorprese: il piano generale era catturare l’essenza e lo spirito creativo dell’epoca in cui i dischi furono concepiti”.

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