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Ne ho fatte di tutti i colori. Lucherini, il re di un cinema che non c’è più. Recensione

ROMA – La sua carriera è una dichiarazione damore al cinema, intensa come poche altre. E lui, Enrico Lucherini, creatore di dive e fautore del successo di numerosissimi film durante gli anni mitici della Dolce Vita, può ben fregiarsi del titolo di più grande press agent italiano di tutti i tempi.

La Capitale gli aveva già dedicato una mostra allAra Pacis nel 2012, e lo scorso 26 febbraio ha voluto omaggiarlo ancora una volta riproiettando Ne ho fatte di tutti i colori, il documentario sulla sua vita, realizzato dal regista Marco Spagnoli. Un lavoro che era già stato presentato al Festival del Cinema di Roma, e che stavolta si è avvalso della cornice offerta dalla sede dellAllianz Bank in via Piemonte: giusto a pochi passi da quella via Veneto che lo aveva visto in compagnia di tutti i più grandi registi e attori italiani, e che adesso conserva appena uno sbiadito ricordo di quegli anni doro.

Ma lui, a 82 anni decisamente ben portati, non ha perso nulla dellepoca che ha vissuto da protagonista: né la memoria degli episodi, né lintraprendenza, né quellironia pungente e un poperfida che ne aveva fatto un personaggio amato e anche un potemuto da tutti gli addetti ai lavori.

Il documentario di Spagnoli è appunto un viaggio in questa sua straordinaria esperienza, che va dagli anni 60 fino ad oggi: Lucherini si racconta davanti alla telecamera, con il contrappunto di filmati depoca e materiale inedito. Per avere unidea, basta citare lo spezzone dapertura, con Maurizio Costanzo che intervista Lucherini e gli chiede come rilanciare il look di Giulio Andreotti, seduto a fianco. La risposta dice già tutto: Gli consiglierei – afferma il re dei press agent – di indossare giacche a quadri, e mi inventerei un flirt con Tina Anselmi.  

Questo gusto per linvenzione, è stato un poil filo conduttore di tutta la sua carriera. Aveva infatti cominciato tentando di fare lattore, dopo la guerra. Pur arrivando a recitare anche con Totò, si era però reso conto di non avere molte possibilità in questo campo. Allora, per poter rimanere in quel mondo del cinema che adorava, si era un poinventato una professione: quella del press agent, appunto, che in Italia era una figura decisamente sconosciuta. E le invenzioni erano poi diventate la sua arma per trasformare attori in veri e propri divi: dalla finta storia damore tra Florinda Bolkan e Richard Burton, fino ai capelli incendiati di Sandra Milo, passando per lo spogliarello di Aïché Nana. Sua era stata lidea della celebre foto di Sofia Loren ne La Ciociara, e dalla sua mente erano scaturite tante altre astuzie, al punto che oggi la Lucherinata, intesa come trovata che dà il via a una serie di voci e notizie, si è guadagnata un posto persino tra i neologismi dellenciclopedia Treccani.

Ne ho fatte di tutti i colori  ci mostra tutto questo attraverso lo sguardo dello stesso Lucherini, che tiene a ricordare di come a sedici anni, sul suo diario, incollasse e colorasse le locandine dei film, aggiungendoci frasi che somigliavano un poa lanci promozionali: un amore, quindi, di vecchia data, che persiste ancora oggi, seppure con un velo di malinconia. Lucherini, infatti, alla fine del documentario, non può non ammettere che il mondo del cinema e il modo di promuovere un film sono cambiati, sono diventati più schematici, con conferenze stampa a orari precisissimi, photo call  e radio call.

E quando dice che nel suo mestiere oggi c’è meno spazio per la fantasia, c’è da credergli. Perché lui il cinema lo ama, ma anche un polo incarna: non fossaltro per quellattitudine alla finzione che però crea miti senza tempo, che si radicano nel profondo della nostra immaginazione.

Leonardo Rafanelli

Ne ho fatte di tutti i colori

GENERE: Documentario

SOGGETTO E REGIA: Marco Spagnoli

ATTORI: Monica Bellucci, Cristiana Capotondi, Piero Chiambretti, Gabriel Garko, Rocco Papaleo, Leonardo Pieraccioni, Ettore Scola, Giuseppe Tornatore, Carlo Vanzina, Enrico Vanzina, Carlo Verdone, Enrico Lucherini

FOTOGRAFIA: Niccolò Palomba

MONTAGGIO: Jacopo Reale

MUSICHE: Massimiliano Di Carlo

PRODUZIONE: Maremosso, Polifemo

PAESE: Italia

DURATA: 70 Min

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