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Teatro India. “In Canto e in Veglia”: straordinario viaggio dal dolore alla vita. Recensione

ROMA – Capita sempre più spesso di pensare che il mondo di ieri (quello dei nostri nonni, per capirsi) sia ormai un qualcosa di lontano dalla nostra contemporaneità.

La dimensione propria del recente passato, fatta di riti e di abitudini che celebravano il valore dellistante presente, sembra quanto di più diverso possa esserci dal tempo in cui viviamo, animato da una continua spinta verso lattimo che ci sta davanti. Eppure ci sono esperienze che riescono a creare un ponte tra queste due visioni della vita: momenti in cui guardarsi indietro non significa solo ricordare, ma rimettere in discussione il senso stesso della nostra realtà. Elena Bucci, con il suo spettacolo In Canto e in Veglia, ci fa toccare con mano una di queste esperienze: la morte di una persona cara, ovvero quellattimo di dolore e spaesamento che con lamore nelle sue varie forme si contende il primato di episodio più sconvolgente per le nostre esistenze.

In Canto e in Veglia è un monologo, ma è prima di tutto un viaggio: un percorso lungo i ricordi personali dellautrice-attrice, legati in un flusso di coscienza che prende le mosse dalla morte di un familiare. La veglia funebre, fatta di dolore e di persone che si incontrano, è il punto di partenza per accostare rievocazioni anche allegre e un senso profondo di mancanza, gettato fuori, ad esempio, da un paio di occhiali che non saranno usati mai più. Il tempo, sul palcoscenico, si sfalda, e si apre a digressioni oniriche seguendo le dinamiche proprie della sofferenza interiore. La protagonista torna indietro al passato, alle merende nel cortile, a un mondo contadino dove lesperienza della morte assumeva una dimensione concreta nelle grida del maiale scannato. Ripercorre le vicende di personaggi come Berto e la Rosina, uniti fino alla fine da una vita semplice, o come la Zaira, eterna bambina per via di una botta in testa, capace però di cogliere la musica del mondo persino tra le mura di un manicomio.

Dalla realtà dei ricordi, si passa poi a uno strano paradiso sotto la guida di angeli custodi, ignorati fino al punto di diventare microscopici, ma sempre pronti ad aiutare. Incontriamo nonne e ave ormai libere dalla malattia, che dispensano consigli con aria scanzonata, prima di tornare a volare e a viaggiare nella loro nuova dimensione. E vediamo il rapporto col sacro e con la divinità, che è autentico proprio perché è tormentato, incerto di fronte alla sofferenza. Ma non è il dolore che alla fine prevale: perché il viaggio che ci viene mostrato è la ricerca di un canto che possa dar senso anche ai momenti più duri. Un percorso che trova il suo compimento proprio in quella dimensione quasi ancestrale, primordiale, che nasce dallinfanzia e dal confronto con un mondo di vite spontanee e sincere.

Elena Bucci interpreta tutto questo con una forza straordinaria, e conferma il suo grande talento. I personaggi dei suoi racconti prendono vita nelle sfumature della sua interpretazione: li vediamo alternarsi sulle espressioni del suo volto, mentre le mani e tutto il corpo danzano o si agitano, divenendo una vera e propria scenografia che va ad aggiungersi allessenzialità estrema di quella sul palcoscenico. E lei, un postrega e un pobambina, un pofata e un pogorgone, incarna dolcezza, dolore, fragilità e forza. A volte spaventa e inquieta, mentre altre rassicura e fa tenerezza, con il supporto efficacissimo della musica di Raffaele Bassetti e delle proiezioni di luce di Loredana Oddone.

In Canto e in  Veglia, vincitore nel 2013 della rassegna Teatri del Sacro, sarà in scena al Teatro India fino al 22 marzo, nellambito della rassegna Tra Cielo e Terra – Sacro e profano nel tempo presente. È uno spettacolo che merita di essere visto, e che alla fine ci lascia una sensazione dolce e piacevole. Forse proprio perché ha il coraggio di mostrarci quel percorso autentico in cui il dolore non viene negato, ma vissuto profondamente fino alla riscoperta della vita.

In Canto e in Veglia

di e con Elena Bucci

Cura del suono, registrazioni, sensori e interventi elettronici dal vivo: Raffaele Bassetti

Scene e macchinismo: Giovanni Macis

Luci: Loredana Oddone

Canti registrati: Andrea de Luca

Assistente all’allestimento: Nicoletta Fabbri

Produzione: Le Belle Bandiere

TEATRO INDIA

Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere Papareschi).

Biglietteria: 06 684000311/314

Orari:

20 e 21 marzo 2015 ore 21

22 marzo ore 19

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