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Crisi economica. Si conferma la deflazione

ROMA – Si conferma il tasso di inflazione negativo a marzo: -0,1%. Si conferma, così, la deflazione.Un dato che non sorprende nessuno, vista l’allarmante fase di stallo in cui versa il nostro sistema economico.Una notizia drammatica, per i cittadini e per il Paese, che attesta la grave crisi della domanda di mercato interna, dettata dal calo del potere di acquisto delle famiglie (-13,4% dal 2008 ad oggi).Nel triennio 2012-2013-2014, la contrazione dei consumi ha segnato il -10,7% (vale a dire una diminuzione complessiva della spesa di circa 78 miliardi di Euro). 

Una contrazione che, come abbiamo visto dai recenti dati, continua a produrre effetti negativi sulla produzione industriale.Eppure opportunità e modo per voltare pagina ci sarebbero: basterebbe sfruttare in maniera intelligente e responsabile alcuni fattori favorevoli per attuare una politica di rilancio.1. In primo luogo vi è il calo del costo del petrolio, che non significa solo un abbassamento del prezzo dei carburanti (tra l’altro ancora insufficiente, come sottolineiamo da tempo), ma anche una forte riduzione dei costi energetici a carico delle imprese.

2. Inoltre il tasso di cambio con il Dollaro risulta particolarmente favorevole alle nostre esportazioni.

3. Lo spread Bund – BTP è ai minimi storici.

4. Con il quantitative easing si avrà un ulteriore sostegno all’export: dato di non poco conto per un paese come il nostro, il cui Pil è prodotto per il 30% proprio dalle esportazioni e che ha un importante settore turistico. L’altro effetto positivo di tale misura è sui tassi d’interesse: sfruttando il livello contenuto di questi ultimi si avrebbe l’occasione di utilizzare le risorse per effettuare politiche espansive di investimento, che puntino sulla ricerca, sullo sviluppo tecnologico, sulle comunicazioni (banda larga in primis), nonché sulla realizzazione di infrastrutture utili al rilancio ed alla qualificazione dell’offerta turistica.

È ora di voltare pagina, ma per farlo è necessario che il Governo prenda consapevolezza del fatto che la priorità assoluta del Paese è la ripresa. E la ripresa passa attraverso nuovi investimenti e nuova domanda occupazionale. È la mancanza di lavoro la vera piaga del nostro Paese. Determina la contrazione della capacità di acquisto, causa del calo dei consumi e della produzione. Per questo è evidente che bisogna ripartire dall’occupazione, lanciando un Piano Straordinario per il Lavoro che rimetta in moto redditi, mercato e produzione.

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