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ROMA – In un periodo come quello attuale molti purtroppo scrivono senza avere le informazioni necessarie per farlo. Così non si ricorda mai che 2/3 dei migranti dall’Africa  perde la vita durante le traversate verso l’Italia.

E che, nel periodo 2007-2013 l’Italia ha ricevuto dall’Unione europea il 13,4 % delle risorse totali destinate alla gestione dell’immigrazione e dell’asilo: 487.754.919 di euro. Di questa somma enorme, 200 milioni di euro erano destinati ai rifugiati e all’integrazione. Nel periodo 2013-2020 all’Italia sono stati assegnati 310.355.577 di euro: è il secondo Paese per la dimensione dei fondi ricevuti. Nel 2014 sono sbarcati in Italia 166 mila immigrati ma solo 70mila hanno presentato domanda di asilo: gli altri usano il nostro Paese come corridoio per arrivare nel Nord Europa dove vogliono effettivamente andare. Fanno di tutto per non essere registrati: sarebbero altrimenti costretti a fermarsi in Italia come è previsto dal Regolamento di Dublino. E questa è un’omissione che avviene spesso con l’assenso più o meno tacito delle nostre autorità che, in questo modo, si liberano di molti stranieri (in Italia nel 2014 sono stati 166 seimila (altri 459 sono arrivati nella prima settimana del 2015).

Le  domande di asilo sono state settantamila. E questo significa che la maggior parte dei migranti  sbarcati in Italia non è stata identificata. Centomila “invisibili”  così sono stati soprannominati. Ma non risultano in “banca dati”. Ci sono ma ufficialmente non esistono. In realtà centotremila sono sbarcati in Sicilia (31 mila nel 2013), quasi tutti partiti dalla Libia (128 mila),15 mila in Puglia (884 nel 2013), 20 mila in Calabria (3 mila nel 2013). A Lampedusa ne sono arrivati 4 mila contro i 13 mila del 2013 dell’anno prima. Dei 149 mila, la maggior parte dei siriani (35 mila  contro gli 11 mila del 2013) seguiti dagli  eritrei (33 mila contro i 10 mila del 2013. Del resto se si guarda alla nazionalità al momento dello sbarco da parte degli immigranti, il quadro è quello che segue: siriani sono 35.310, eritrei 33. 417 del Mali 8.867, nigeriani 77 34, del Gambia 6.695, palestinesi 4.4885, somali 4646, del Bangladesh 4323, egiziani 4.793, del Pakistan 3.441. Il totale è di 149.287.

“La verità-ha detto Daniele Tassone della CGIL-SILP-non abbiamo ancora un piano nazionale per la gestione dell’immigrazione. Ciò genera una gestione dell’accoglienza in una situazione che è di continua emergenza.” Così la carenza di uomini e mezzi. Per non parlare delle condizioni in cui sono molti campi di accoglienza.  Siamo, insomma, di fronte a una tragedia e sembra che a parte papa Francesco, l’Europa non abbia ancora fatto nulla per quello che l’Italia affronta nell’immediato?

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