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Mia Martini, vent’anni senza la sua voce

Il 12 maggio del 1995 moriva a soli 47 anni una delle più grandi interpreti della canzone italiana

“Il segreto di una grande interprete non è avere una bella voce, l’importante è capire esattamente il senso della gioia o del dolore che stai raccontando, perché nelle canzoni si interpreta sempre un’emozione o una qualsiasi specie d’amore per qualcosa, e se non sai cosa vuol dire “soffrire” non puoi sapere cosa vuol dire “amare”, per cui è questo il segreto: il saper dire le cose sentendole”

(Mia Martini)

Sono passati esattamente venti anni dall’improvvisa morte di una delle più intense e originali interpreti della canzone italiana. Il 12 maggio del 1995 si spegneva Mia Martini, una voce straordinaria, sofferta, evocativa e soprattutto unica della musica popolare del nostro Paese. Pochi mesi prima del suo decesso la cantante aveva annunciato con entusiasmo la partenza per una nuova tournée che l’avrebbe impegnata per un lungo periodo di tempo, è già da qualche anno ormai soffriva di un fibroma all’utero per il quale non sembrava però avere intenzione di operarsi, temendo uno stop lavorativo, e l’eventualità di probabili cambiamenti al timbro vocale. Per questo motivo assunse farmaci anticoagulanti le cui dosi sono poi state pubblicamente giudicate eccessive da familiari, amici e colleghi. Pochi giorni prima della sua morte, mentre è già impegnata con i primi concerti del nuovo tour, la cantante è ricoverata per ben due volte sia ad Acireale che a Bari, a causa di dolori fortissimi allo stomaco e al braccio sinistro, tipiche avvisaglie di una grave sofferenza dell’organismo che però vengono evidentemente ignorate anche dal suo entourage.

La sua voce si spegne

Il 14 maggio 1995, dopo due giorni di silenzio, il suo corpo senza vita è ritrovato nell’appartamento in Via Liguria 2, a Cardano al Campo in provincia di Varese, dove si era trasferita da un mese per essere più vicina al padre, con il quale si era riconciliata da diversi anni. La Procura di Busto Arsizio apre immediatamente un’inchiesta e dispone l’autopsia. Secondo il referto del medico legale, la morte dell’artista è avvenuta per un arresto cardiaco, causato da un’overdose di stupefacenti. Ai suoi funerali, che si svolsero il 15 maggio a Busto Arsizio, nella chiesa di San Giuseppe presso viale Stelvio, presero parte centinaia di suoi fan, addirittura quattromila persone secondo fonti della Questura di Varese, tra cui un buon numero di persone dello spettacolo e colleghi del panorama musicale. In seguito il corpo viene cremato, e successivamente il caso archiviato. Per volontà del padre, le sue ceneri si trovano nel cimitero di Cavaria con Premezzo, accanto ai nonni.

Una carriera tra luci e ombre

La carriera artistica di Mia Martini è stata sempre caratterizzata da periodi di grande successo e sofferenze e dolori nella vita privata. La sua voce rappresentava alla perfezione la sua interiorità, la sua profonda umanità e le sue tante fragilità.

Proprio agli inizi, quando ancora era Mimì Bertè, il 19 agosto del 1969, a 21 anni, venne arrestata perché in possesso di 35 mg di droghe leggere. Scontò quattro mesi di carcere a Tempio Pausania, in provincia di Sassari. Fu un periodo che la segnò in modo indelebile. Ma attraverso questo dramma, ritrovò suo padre, il rapporto con lui, che se ne era andato di casa quando lei aveva solo 11 anni.

Nata a Bagnara Calabra da genitori insegnanti, Mimì Bertè era cresciuta con la madre e le tre sorelle: Loredana, che diventerà anche lei cantante di successo, Leda e Olivia. La musica è stata la compagna di sempre nella vita della Martini, quella che non l’ha mai abbandonata. La sua carriera è cominciata presto. La prima apparizione è del 1963 a “TV7”. Nel 1965 è ospite nello show televisivo di Lelio Luttazzi “Studio 1”, l’ultima apparizione televisiva con il nome d’arte di Mimì Bertè. Con la canzone “Padre davvero” torna sulla scena nei primi anni del 1970, vincendo il Festival d’Avanguardia e nuove tendenze; la canzone fa molto discutere e diventa un manifesto culturale dei giovani di quel periodo ma allo stesso sembra scelta per accusare il padre e il suo poco affetto per lei.

“Padre davvero” segna comunque il primo successo con il nuovo nome di Mia Martini, scelto con il produttore Alberigo Crocetta, già fondatore del Piper e scopritore di talenti come Patty Pravo e Mal. A Roma, dove s’inserisce in uno stimolante ambiente musicale, c’è l’incontro con il giovanissimo Claudio Baglioni. Poi la collaborazione con Bruno Lauzi e lo straordinario successo con “Piccolo uomo”. Arriva la popolarità, i dischi venduti, i premi e al successo nazionale si accosta quello estero: Charles Aznavour, canterà con lei, facendone la diva dell’Olympia di Parigi.

Con sua sorella Loredana, Mimì condivide la passione per la musica e insieme salgono sul palco del Festival di Sanremo del 1993, ma non hanno un grande risultato. Mimì amava il suo lavoro e il suo pubblico ma non amava fare la diva. Nel 1974, per i critici europei è la “cantante dell’anno”’. Il grande amore, l’unico compagno della sua vita è stato proprio un grande musicista: Ivano Fossati.

Nel 1982 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo. Non vince perché “era troppo sofisticata – spiega il critico Dario Salvatori – e, infatti, per lei fu creato il Premio della Critica” che oggi porta il suo nome.  Il grande ritorno della Martini fu nel 1989, proprio sul palco di Sanremo, con la struggente canzone “Almeno tu nell’universo”, un brano intenso e memorabile. Torna al Festival nel ’92, con il brano “Gli uomini non cambiano”. Aveva 45 anni, gli ultimi anni di vita e di carriera. Si trasferisce in provincia di Gallarate, nel paese dove viveva il padre. L’ultima apparizione televisiva è del 4 marzo del 1995 nella trasmissione “Papaveri e papere”.

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