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Reato di tortura. Rischio che anche questa legislatura non lo approvi

ROMA – In una conferenza stampa tenuta questa mattina al Senato insieme a Luigi Manconi, presidente della Commissione straordinaria per i diritti umani del Senato, Amnesty International Italia, Antigone e A Buon Diritto hanno fatto il punto sul disegno di legge relativo all’introduzione del reato di tortura nell’ordinamento italiano.

Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia, e Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, hanno sottolineato ancora una volta la necessità che, a 26 anni dalla ratifica della Convenzione Onu contro la tortura, l’Italia colmi un vuoto legislativo che impedisce al nostro paese di onorare gli impegni assunti sul piano internazionale e che, nel corso di questi anni – come più volte evidenziato da sentenze di tribunali nazionali e recentemente dalla Corte europea dei diritti umani nel caso Cestaro contro Italia – si è tradotto nell’impunità o nella quasi impunità per gli autori di gravi violazioni dei diritti umani e in un diniego di giustizia per le vittime. 

“Il testo trasmesso al Senato dalla Camera non è perfetto ma non vi sono al momento le condizioni per ottenere un testo migliore. E’ un testo compatibile con la Convenzione Onu contro la tortura. L’alternativa è di continuare a non avere il reato di tortura” – hanno concordato Marchesi e Gonnella.

A poche ore dalla scadenza per la presentazione degli emendamenti presso la Commissione giustizia del Senato, Amnesty International Italia e Antigone hanno messo in guardia dal rischio che ulteriori modifiche al terzo passaggio parlamentare potrebbero innescare un processo potenzialmente infinito di passaggi tra i due rami del Parlamento, che discutono la questione da ben cinque legislature.

“Se così fosse, e temiamo possa essere, si corre il serio rischio che anche questa Legislatura, la quinta consecutiva, non approvi il reato di tortura. A coloro che per motivi diversi e contrapposti, perché il testo è troppo duro o troppo blando nei confronti delle forze di polizia o perché semplicemente non vogliono il reato di tortura in Italia, chiedono al Parlamento di non approvarlo, diciamo che sono purtroppo vicini al loro obiettivo, che sarebbe un inaccettabile fallimento”.

“Aspettiamo da 26 anni l’approvazione del reato di tortura e quello che non vorremmo è che si faccia ancora melina perdendo ulteriormente del tempo, sarebbe inaccettabile. Ci appelliamo al Presidente del Consiglio Renzi e al governo affinché dicano parole chiare” – ha aggiunto Patrizio Gonnella.


Questa mattina, Amnesty International Italia ha trasmesso a tutti i senatori una cartolina chiedendo loro di contribuire, completando in tempi brevi la discussione sulla definizione del reato di tortura, a porre fine a una situazione che provoca conseguenze intollerabili e ci mette in grave imbarazzo sul piano internazionale. La cartolina ritraeva la mobilitazione realizzata lo scorso 17 aprile a Roma, sulla scalinata della Basilica di Santa Maria in Aracoeli, da attivisti di Amnesty International e delle altre associazioni partecipanti. I cartelloni raccolti in tutta Italia dall’Organizzazione sono stati ugualmente consegnati oggi ai destinatari dell’appello, il presidente del Consiglio Renzi e i presidenti delle Camere, Grasso e Boldrini.

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