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Renzi e la tv amica…

ROMA –  C’è un aspetto della leadership di Matteo Renzi che è diventato più chiaro nelle ultime settimane e che lo accosta senza discussione a quello oggi, probabilmente in declino, dell’uomo di Arcore.

Ed è il desiderio, molto forte e proprio dei venditori del mondo intero piuttosto che dei leader  politici, di piacere sempre a tutti i possibili elettori a cui parla. E basta guardare poco indietro ai dati dedicati nell’ultimo sondaggio da Demos-Coop al rapporto tra gli italiani e l’informazione, che è del novembre 2014, per averne la riprova.

L’indagine nota come oltre l’ottanta per cento degli italiani utilizzi quotidianamente la televisione per informarsi. Mentre quasi il 50 % ricorre ad Internet (dieci punti in più rispetto a tre anni fa). Molto minore è invece l’accesso ad altri mezzi di comunicazione, alla radio nel 39%  e ai quotidiani nel 24 % dei casi. Un anno fa Ballarò condotta da Massimo Giannini, un giornalista che ha fatto carriera nel quotidiano La Repubblica, era apprezzata dal 55 % della base del PD ed era inoltre seguita dal sessanta per cento dei componenti di sinistra di quel partito. Di qui si spiega la reazione polemica del presidente del Consiglio – segretario nei confronti dei pro grammi di informazione e i talk politici della terza rete della Rai. E questo avviene perché l’opposizione più insidiosa nel partito proviene dalle fila del suo stesso partito. Il fatto è – molti osservatori ormai se ne stanno  accorgendo anche sui maggiori giornali –che nel post-berlusconismo, dopo  il ventennale dominio populistico, non c’è più religione politica e c’è anche poca politica. Come ha scritto Paolo Mancini in un suo recente saggio, sono scesi in campo i post-partiti guidati dai post–leader. C’è il rischio, per chi non crede che si debba qualificare il tempo in cui viviamo come post-berlusconismo ma piuttosto in altro modo, come l’ennesima transizione (in Italia hanno sempre abbondato) verso tempi nuovi.

In quale direzione peraltro molto difficile per ora da definire prima delle ormai non lontane elezioni politiche generali.  Ad ogni modo alla gran parte degli italiani, la disputa in atto tra la Terza Rete RAI e parte del governo in carica appare un fenomeno interno a quella che molti continuano ancora a definire come la casta politica al potere piuttosto che come un confronto interno alla gran parte degli italiani e di questo nel giudizio finale gli osservatori esterni dovrebbero alla finale tenere almeno il conto.

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