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ROMA – Anthony Hopkins contro Colin Farrell, l’investigatore contro l’assassino. Premonitions è un thriller psicologico incentrato su una domanda: “Come si può fermare un killer che prevede il futuro?”.

La regia è del brasiliano Afonso Poyart, al suo secondo lungometraggio dopo l’action movie 2 Coelhos, e alla sua prima produzione americana. Il film uscirà nelle sale il prossimo 12 novembre. Nel cast Jeffrey Dean Morgan e Abbie Cornish affiancano Farrell e Hopkins.

L’ex Hannibal “the cannibal” Lecter questa volta è lo psicanalista ed ex detective John Clancy, chiamato in aiuto da un collega dell’FBI che non riesce a risolvere una serie di omicidi. Clancy si era ritirato dal lavoro dopo la morte della figlia e la fine del suo matrimonio, ma di fronte alla violenza di quei delitti non può tirarsi indietro. Tocca, annusa l’aria, coglie gli sguardi, “vede” quel che sta per accadere. Finisce sulle tracce di un sospettato e capisce che i suoi poteri sono nulla rispetto a quelli dell’assassino Charles Ambrose, alias Colin Farrell, un killer “in missione”.

La solita scia di indizi, omicidi, sparatorie, fino alla resa dei conti finale. Un canovaccio standard a cui gli sceneggiatori Sean Bailey e Ted Griffin, già noto per la scrittura di Ocean’s Eleven e Il genio della truffa, aggiungono l’elemento soprannaturale. 

Premonitions è in realtà un two men show, dove l’interpretazione dei due protagonisti salva una trama dal finale scontato. Anthony Hopkins, che è anche produttore della pellicola, mette in John Clancy la stessa lucida freddezza di Hannibal Lecter (ruolo grazie al quale vinse un Oscar come migliore attore nel 1992) riproposta anche nel Caso Thomas Crawford. Colin Farrell, sebbene meno legato al genere thriller psicologico, si dimostra perfettamente credibile nei panni del killer che si vede come un benigno angelo della morte.

Quando 13 anni fa, il produttore Beau Flynn lesse per la prima volta la sceneggiatura di Premonitions ne rimase subito colpito: “La storia e i personaggi erano unici, è un film che porta la gente a pensare. La storia argomentava un dibattito acceso tra moralità e umanità. Nel trattare temi come il destino e il diritto di vivere, si sono toccati un sacco di argomenti provocatori. In primo luogo, la pellicola doveva intrattenere, ma anche essere d’impatto, per questo è diversa e speciale”.

In Premonitions l’elemento soprannaturale è talvolta eccessivo, la riflessione sull’eutanasia che si cerca di suggerire è forzata, ma il risultato finale è comunque un film coinvolgente e dal ritmo incalzante. 

Premonitions – Trailer

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